Il paziente non firma salta seduta dal dentista
Ha messo due crocette al posto della firma sui fogli del consenso informato prima di sottoporsi ad una seduta di terapia conservativa negli ambulatori del Polo odontoiatrico della Casa della Salute. E la prestazione è “saltata”.
«Mi hanno consegnato quelle due facciate scritte nelle quali mancavano il mio nominativo e i miei dati anagrafici - spiega Mario Giuliani, 66 anni, di Ferrara - Inoltre non mi erano state fornite le informazioni necessarie per poter esprimere veramente un consenso consapevole e il linguaggio del documento non risultava semplice. Fra l’altro non ho potuto leggervi nemmeno un’indicazione esplicita del fatto che la firma del paziente non costituisse esenzione di responsabilità da parte dei medici e dell’azienda sanitaria in caso di colpa medica». Il fatto è avvenuto nelle scorse settimane. L’uomo afferma che un medico gli aveva comunicato che i suoi dati, per risparmiare tempo, sarebbero stati inseriti dopo la firma. Il paziente - questo il suo racconto - è stato sollecitato a firmare, lui non lo ha fatto, ha ritirato i documenti ed è uscito. Poco dopo è stato invitato a firmare un modulo di rinuncia all’intervento, ma di fronte alle sue obiezioni («non si può parlare di un mio rifiuto ma di una negazione di prestazione sanitaria») la replica, aggiunge Giuliani, è stata «che non era più necessaria la mia firma di rinuncia». A parte la questione delle crocette (non si riconsegna un foglio da firmare apponendo delle croci) la questione sollevata dal paziente è stata “girata” all’Asl. —
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