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Omaggio della Meloni ai sette fratelli Govoni «Serve verità storica»

Samuele Govoni
Omaggio della Meloni ai sette fratelli Govoni «Serve verità storica»

Il presidente di FdI incontra a Cento i familiari delle vittime Balboni: ricostruiamo la memoria collettiva senza ideologie

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A settantaquattro anni dall’eccidio dei sette fratelli Govoni, Giorgia Meloni si è recata a Cento per portare il proprio saluto a Cesare Govoni, figlio di Dino, il maggiore dei fratelli massacrati l’11 maggio 1945 per mano di alcuni partigiani. Le vittime erano innocenti. «Vorrei che tutto l’arco costituzionale della politica italiana facesse un gesto di condivisione portando un fiore, insieme, sulle tombe dei sette fratelli Cervi e dei sette fratelli Govoni, in modo da ricreare quel clima di giusta verità storica che tanto gioverebbe alla pace sociale», ha detto ieri a Cento Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

incontro col sindaco

Dopo la mattinata a Modena, la Meloni, si è recata a Cento e prima di raggiungere il cimitero di Pieve di Cento per depositare i fiori sulla tomba dei sette fratelli Govoni, ha incontrato il sindaco Fabrizio Toselli che le ha donato alcuni volumi dedicati alla città, all’arte e alle sue tradizioni (carnevale compreso). Poi nei pochi metri che separano la piazza dal bar Tiffany, dove si è svolto l’incontro al quale hanno partecipato anche i tre figli e i sei nipoti di Cesare Govoni, per la Meloni è stata pioggia di selfie. In vista delle elezioni europee la leader di Fdi ha aggiunto: «Penso che ci siano delle risposte che il governo deve dare prima del 26 maggio. Nel documento di economia e finanza c’è scritto che da gennaio Iva e accise sulla benzina aumenteranno; gli italiani quando vanno a votare devono sapere se stanno votando per un governo che aumenta o riduce le tasse».

memoria

«Sono cresciuto senza sapere cosa significa avere un padre perché il mio, insieme ad altri innocenti, è stato prelevato da casa, massacrato di botte e ucciso. Sono felice dell’incontro perché - spiega Cesare Govoni - qualcuno si è accorto di questi morti». Il senatore Alberto Balboni, che ha lavorato per creare questo momento, ha specificato che «non si tratta di un appuntamento politico».

«Non si tratta - ha spiegato il senatore - di riscrivere la storia, bensì di ricomporla in tutte le sue pagine. Dobbiamo ricostruire la memoria collettiva senza seguire ideologie ma solo la verità dei fatti». A Pieve la Meloni, insieme a Cesare Govoni, ha deposto i fiori sulla tomba dei fratelli trucidati. «Prima di appartenere ad una fazione politica piuttosto che ad un’altra - ha concluso -, siamo italiani. È solo ricordando gli innocenti che il Paese può fare progressi». —



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