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Risse, rapine e ubriachi Chiuso per quindici giorni il Morando Café a Cento

Il provvedimento emesso dal questore su richiesta dei carabinieri. Il locale era diventato luogo di ritrovo di pregiudicati e irregolari

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CENTO. Quindici giorni di chiusura per il bar “Morando Café” di via del Curato a Cento. Il provvedimento è stato deciso dal questore di Ferrara Giancarlo Pallini su richiesta dei carabinieri del Norm di Cento per la situazione che si era venuta a creare all’interno del locale.

Un crescendo di violenza e tensione, al punto da far scattare la sospensione della licenza per motivi di ordine pubblico, secondo quanto stabilito dall’articolo 100 del Tulps, il Testo Unico di Pubblica Sicurezza.

La notifica

I carabinieri della Compagnia di Cento sono così intervenuti ieri per porre i sigilli al locale, notificando agli interessati il decreto di chiusura temporanea.

Controlli e segnalazioni negli ultimi tempi secondo i militari hanno identificato il bar Morando come teatro di frequenti liti fra pregiudicati, a volte sfociate in vere e proprie aggressioni con lesioni personali e, in un caso, in una rapina. Il bar, si legge in una nota del Comando provinciale del carabinieri, era diventato un abituale punto di ritrovo di clandestini, soggetti socialmente pericolosi ed ubriachi, ed era stata anche riscontrata la somministrazione di alcoolici fuori dagli orari consentiti.

Episodi di violenza

La sospensione di 15 giorni della licenza, richiesta dai carabinieri, scaturisce dai diversi episodi che hanno visto i militari dell’Arma di Cento costretti a intervenire in seguito a vicende accadute all’interno e all’esterno del locale di via del Curato.

Rapine e ubriachi

In particolare, nell’arco degli ultimi dieci mesi, i militari sono dovuti intervenire per due aggressioni ai danni di altrettanti avventori (violenza in un caso degenerata in rapina, con un cliente deribato violentemente del portafogli e del telefono cellulare) nonché per la presenza molesta di persone ubriache o giunte letteralmente coperte di sangue all’interno del bar, divenuto altresì punto di abituale ristoro di stranieri privi di regolare permesso di soggiorno, spacciatori di droga e pregiudicati socialmente pericolosi.

Da qui l’emissione del provvedimento di chiusura, disposto nella giornata di ieri, in aderenza alle disposizioni del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, di fatto non più procrastinabile, considerato il grave danno arrecato all’ordine e la sicurezza pubblica. —

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