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Socialisti e +Europa lanciano Cinti Luciani «Per una Ue più giusta»

Emanuela De Domenico
Socialisti e +Europa lanciano Cinti Luciani «Per una Ue più giusta»

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Un’Europa più giusta, più sicura e competitiva, più giovane, più aperta ma più nostra. Sono tutte le addizioni che la candidata alle prossime elezioni europee Rita Cinti Luciani nel collegio Centro Nord-Est per +Europa auspica per portare a casa il risultato elettorale.

«Un voto importantissimo quello del 26 maggio - afferma la Cinti Luciani- perché vogliamo tentare con il partito socialista di dare un’altra gamba al centrosinistra, con l’obiettivo di far cessare il concetto di autosufficienza e introdurre quello della collaborazione e dell’allargamento».

La Luciani ha anche aggiunto che «non possiamo aspettare l’errore di Salvini per agire, ma c’è da fare un progetto politico ben definito e concreto affinché la politica stessa torni ad avere il suo ruolo, cioè quello di analizzare la società, capire i problemi, proporre soluzioni fattive; dobbiamo assolutamente superare i nazionalismi, i sovranismi e gli isolazionismi, e concentrarci sui grandi temi e le grandi sfide».

Per grandi temi si intende la Difesa comune, la politica estera con particolare riferimento alla situazione del Mediterraneo, e si è accennato anche al fatto che non si può avere rilevanza politica e confronto con le grandi potenze se non supportati da un’istituzione come l’Europa.

A dare man forte alla candidata sono arrivati Enzo Maraio, segretario nazionale, Riccardo Nencini e Marco Strada segretario regionale. Strada non ha dubbi: «Il socialismo non è una speranza ma una necessità, la lista più Europa è composita e il nostro obiettivo è superare il 4%, avere una rappresentanza strategica in Europa, e arginare l’onda nera destra». Nencini ha voluto usare parole più forti: «Adesso in Italia siamo rappresentati da forze politiche radicali, antidemocratiche, antiparlamentari e antisistema; il rischio è che questo modello si affermi ancora se non lo arginiamo». Insomma, l’auspicio è quello di una solida unione tra europeisti e riformisti nell’intento di riuscire a convincere anche gli indecisi a fare una scelta verso la nuova era del socialismo. —

Emanuela De Domenico

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