Era il grossista dei trafficanti Riforniva droga dai domiciliari
Vendeva eroina e cocaina nella casa di via Cattaneo, dove arrivavano i corrieri Finito in manette con tutto il gruppo di nigeriani che gestiva il giro nel Triveneto
Dalla casa in cui abitava, e dove era agli arresti domiciliari, qui in città, in via Cattaneo, zona Foro Boario, gestiva il traffico di droga verso il Triveneto: qui avvenivano le consegne ai suoi corrieri, che portavano droga: eroina, cocaina, hashish e marijuana, verso il Nord. Un gruppo di trafficanti collaudato, che smerciava quantitativi ingenti di droga, che però non bastavano: «ne serve altra», dicevano intercettati i capi, perchè la domanda era superiore alla loro offerta.
Il grossista in città
Ecco allora entrare in campo, Andrew Oje, nigeriano, 31 anni, “ferrarese” da oltre 5 anni, fornire ciò che mancava: era lui il “grossista” della droga di questa associazione a delinquere smascherata da un’indagine della Polizia tra Trento, Rovereto, Verona, Vicenza e Ferrara. L’operazione “Predatori” che ha portato all’arresto di 8 persone, tutte straniere e nigeriane, coinvolte nel traffico di droga. Una di queste è appunto, il “ferrarese” Oje. In realtà gli ordini di cattura sono stati 12, dei giudici di Trento, (solo 8 eseguiti al momento) nei confronti di cittadini nigeriani e anche italiani, i “collaboratori”. L’operazione ha portato alla luce il vasto traffico tra Ferrara e il Triveneto, gestito da nigeriani richiedenti asilo per motivi politici di protezione umanitaria. Indagine che in realtà è una prosecuzione dell’inchiesta “Bombizona” della squadra mobile di Trento e Ferrara, che aveva portato all’arresto di circa 60 persone ed il coinvolgimento di oltre 100 persone: e ben 4 furono gli arresti in città. Uno di questi, guarda caso, era Oje Andrew. Che dopo esser stato arrestato diverse volte (la prima nel 2017) aveva vissuto nella casa di via Cattaneo ai domiciliari, dalla quale, gestivano il traffico: negli atti dell’inchiesta di Trento gli vengono contestate numerose spedizioni: e visto che lui non poteva muoversi dai domiciliari, ecco i corrieri arrivare a Ferrara. Dal marzo 2018 fino all’estate vi sono stati 15 riscontri di traffico di droga: ovuli e ancora ovuli di cocaina, eroina e 12 pacchi (l’indagine non chiarisce cosa), presumibile“fumo”-
Nascosta dietro casa
La droga, secondo i riscontri, Oje la teneva nella zona di via Cattaneo, vicino casa, pronta per la spedizione, per la consegna ai corrieri. Che venivano gestita dai veri capi, a Trento: una banda di trafficanti, una nuova “batteria” rispetto quella smantellata con l’operazione precedente Bombazone: anche questi, tutti richiedenti asilo che trafficavano in droga. Nigeriani che si facevano aiutare da tossicodipendenti italiani, che consegnavano droga, in luoghi diversi da quelli controllati dalla polizia: e per questo lavoro, ottenevano gli sconti. Ma la forza del gruppo era l’unione tra tutti gli associati: gruppo che investiva i proventi per l’acquisto di droga, e attivava mutuo soccorso per aiutare le famiglie e gli arrestati, fornivano gli avvocati per affrontare i guai giudiziari, e ovviamente i proventi andavano anche per le spese legali, Una vera banda: e se non è mafia nigeriana, poco ci manca.
Daniele Predieri
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