Minacce e offese Assistente sociale perseguitata da un assistito
L’uomo imputa alla donna la tutela imposta alla famiglia Dopo le indagini dei carabinieri il giudice impone al 36enne il divieto di avvicinarla
CENTO. Un’assistente sociale centese è finita nel mirino di un uomo, che l’ha a lungo perseguitata imputandole di essere responsabile della tutela che era stata imposta alla sua famiglia. Ma la donna, dopo essere stata più volte offesa e minacciata, ha avuto la forza di denunciare ai carabinieri quanto stava accadendo.
Adesso l’uomo non potrà più avvicinarsi all’assistente sociale che segue lui e la famiglia da oltre due anni. Lo ha deciso il giudice, per gli atti di stalking messi in atto nei confronti dell’assistente sociale che ha seguito lui e i suoi familiari, che vivono in condizioni di difficoltà e di disagio.
A notificare lunedì il provvedimento di “divieto di avvicinamento” nei confronti di un ferrarese, 36enne, con un lungo casellario di precedenti penali, sono stati i carabinieri di Cento, dopo una indagine, attenta e scrupolosa, che ha messo in luce tutti i comportamenti di stalking dell’uomo sulla donna.
ATTi persecutori
Perché sono ormai anni che tutto questo va avanti: atti persecutori sulla vita dell’assistente sociale di ogni tipo: offese, minacce, atteggiamenti aggressivi che la donna alla fine ha denunciato e da qui sono scaturite prima le indagini e poi il provvedimento del giudice, un aggravamento della posizione giudiziaria dell’uomo.
Che non potrà avvicinare l’assistente sociale, sia dove lavora e sia dove abita e nei luoghi che frequenta nella sua vita normale.
IL DIVIETO
Il provvedimento è di pochi giorni fa, disposto dal gip del tribunale di Ferrara, che ha valutato – come prevede la prassi per questa escalation di comportamenti – il divieto di avvicinamento.
Il provvedimento è scaturito dalla denuncia presentata dall’assistente sociale, vittima dei continui comportamenti dell’uomo perché la riteneva responsabile della tutela imposta alla propria famiglia, dai servizi sociali centesi, iniziata nel 2016 proprio per le difficoltà che la famiglia dell’uomo aveva e che i servizi e l’assistente cercavano di attenuare e superare.
Piena solidarietà e sostegno all’assistente sociale arrivano da parte dell’amministrazione comunale centese: «Non possono essere messi in atto simili comportamenti - dice il sindaco Toselli - nei confronti di chi lavora con serietà e impegno in situazioni che a volte possono essere difficili. Speriamo che questo provvedimento convinca quell’uomo al rispetto». —
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