Ora il San Rocco non è più ospedale Via alla valorizzazione immobiliare
Con l’adozione del Piano di recupero cambia la destinazione: la Regione può vendere. Ma la nuova giunta deve ratificare
La decisione del Comune di adottare il Piano di recupero dell’area San Rocco pone fine, dopo 13 anni, alla fase d’incertezza nel quale era immerso gran parte dell’ex ospedale di corso Giovecca, e dà il via libera alla sua valorizzazione. Il primo effetto dell’adozione, che risale alla scorsa settimana, è infatti di togliere il vincolo alla destinazione ospedaliera dell’area, ed in particolare al quadrante centrale, che la Regione sta già studiando come mettere a reddito, con l’aiuto di un agente immobiliare molto particolare, l’Agenzia del Demanio.
la versione definitiva
Il piano di recupero definitivo dell’area, in evoluzione rispetto alle versioni impostate a partire alla lettera del sindaco alla Regione che risale al 6 febbraio 2006, è quindi quello allegato alla delibera di adozione, che mantiene la tripartizione originaria (funzioni socio-sanitarie, trasformazione d’uso residenziale e nuovi usi universitari), ma ne modifica i contorni e in parte anche le possibili destinazioni. «Abbiamo stabilito-sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Roberta Fusari - che l’area di recupero urbanistico ospiterà residenza mista, cioè abitazioni e tutto quanto vi è collegato: ricettivo, negozi, uffici. Inoltre viene mantenuto un asse verde storico della città, fatto dal parco centrale e dalle alberature laterali. Le nuove volumetrie derivano dalla “spalmatura” in orizzontale dei volumi delle Nuove cliniche, che andranno demolite, una decisione questa presa dopo il sisma».
L’anello socio-sanitario è il quadrilatero centrale, la parte di trasformazione residenziale sta tra via Mortara (in basso a sinistra nella mappa a fianco) e il corpo centrale dell’area. L’appendice superiore, a lato di via Fossato di Mortara, è stata permutata interamente con Unife e avrà appunto utilizzo universitario, ad eccezione dell’area nella quale il Comune realizzerà la nuova Cittadella del commiato.
Sviluppi e tempistiche
Il piano è stato adottato dalla giunta comunale ed è in deposito per 60 giorni in attesa di osservazioni. Una volta completato questo adempimento toccherà alla nuova giunta, viste le tempistiche, approvare definitivamente il documento, che comunque sta già producendo effetti urbanistici.
Nel frattempo le due aziende sanitarie, braccio operativo della Regione, hanno già la possibilità di lavorare al piano di valorizzazione, al quale collaborerà l’Agenzia del Demanio mentre il Comune esce di scena. I valori di potenziale realizzo sono diminuiti rispetto alla prima versione del Pdr, a causa della crisi del mercato immobiliare, ma gli introiti restano significativi. —
Stefano Ciervo
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