Camelot, niente truffa e falsi «Archiviati perché corretti»
Chiusa l’indagine, 12 strutture riconosciute estranee, per altre 5 indagini in corso La procura valuta le posizioni di Bedin e Villani. E di ’Vivere Qui‘, da cui partì il caso
Nessuna truffa, nessun abuso o irregolarità nella gestione dei servizi per migranti e nei fondi per la loro accoglienza da parte delle strutture della nostra provincia: 16 erano finite sotto inchiesta (e i loro 14 dirigenti indagati), mentre ora per 12 strutture e altrettanti indagati il giudice ha deciso l’archiviazione, mentre per 2 indagati per 4 strutture la procura deve definire la posizione, che potrebbe sfociare nella stessa archiviazione.
Dopo la Coop Ballarò
È questa la conclusione delle indagini di procura e finanza che ha visto mettere sotto la lente di ingrandimento le strutture di accoglienza: dopo l’annuncio di una di queste, la Coop Ballarò dell’archiviazione accolta (sollecitata per la coop dallo studio legale Cipolla), si è venuti a conoscenza delle altre posizioni .
Ecco l’elenco dei responsabili (e relative strutture) archiviati dal gip Russo: oltre Massimiliano Lombardo (coop Ballarò), Antonietta Vettorato (Mondo di gioia), Silvano Bedin (Mons.Franceschi), Angelo Lucio Bruno (coop Airone), Patrizia Bertelli (Camelot), Alessio Calzavara (coop Eccoci), Paolo Falaguasta (Amici Caritas), Giorgio Lazzarato (acc. Salvatonica), Antonio Calzavara (Spagnolina), Alessandro Padovani (Don Calabria), Paola Castagnotto (Donna e Giustizia), Nicola Zamorani (Torre Fondo).
Le posizioni da definire sono quelle di Ruggero Villani (coop Matteo 25) e di Domenico Bedin (Viale K, Nadiya e Meeting Point). Proprio sui fratelli Bedin (Silvano archiviato e non Domenico) gli stessi inquirenti hanno fatto molta confusione all’inizio dell’indagine e anche negli atti conclusivi. È da ricordare, tuttavia, anche la quinta struttura e posizioni non definite: quella dei dirigenti coop Vivere Qui, Thomas Kuma Atongni e Nathalie Djoum, sul cui caso era partita l’ inchiesta.
«pure noi da archiviare»
I difensori di Bedin e Villani, ancora indagati, comunque «confidiamo nella stessa conclusione degli altri, per i nostri assistiti: siamo sereni e fiduciosi nell’archiviazione». Reazioni anche da parte di Camelot, coop fusa con Cidas, che accoglie «con favore, ma senza stupore, la notizia dell'achiviazione per Patrizia Bertelli, presidente», ricordando di aver dato «massima collaborazione» e l’archiviazione «conferma rigore e correttezza del nostro operato e dà pieno significato al concetto di trasparenza che è tra i nostri valori fondanti. Continueremo a fare orgogliosamente il nostro lavoro». Anche l’assessore Aldo Modonesi commenta l’archiviazione, sottolineando che «alla notizia venne dato notevole risalto e giustamente oggi si è fatta chiarezza». Si dice soddisfatto sulla «vicenda risolta in un niente di fatto e mi auguro che arrivi la medesima notizia per le ulteriori quattro strutture su cui si è indagato (le posizioni di Bedin per tre strutture e Villani per una, ndr)». —
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