Negli otto programmi più canili che asili. La sicurezza urbana priorità condivisa
Gli impegni sottoscritti dai candidati sindaco di Ferrara letti in filigrana. La sfida delle pagine tra centrosinistra e centrodestra finisce 39 a 9
FERRARA. Da una questione imprescindibile qual è la mancanza di un ricovero pubblico a cui affidare un coniglio soccorso dopo il tramonto alla dissertazione sull’energia (solare) che muove il mondo, tutto fa programma elettorale. Quelli sottoscritti dagli otto sfidanti per la poltrona di sindaco di Ferrara, sono uno zibaldone di ragionamenti - problemi e soluzioni coerenti – con estremi da bestiario e punte da libro dei sogni.
Trentanove a nove.
Se fosse una questione di sfoglio, tra Aldo Modonesi e Alan Fabbri non ci sarebbe partita. L’alfiere del centrosinistra sottoscrive un compendio di 39 pagine fitte fitte, lo sfidante si ferma a nove, nonostante la scelta di un carattere di stampa a prova di presbiopia – a parità di font il divario sarebbe stato ben più ampio. Nove pagine (è il programma più esile) per dieci punti. Dieci più, che non è un voto ma la conta di una serie di messaggi che cominciano tutti con la stessa parola: più lavoro, più sicurezza, più decoro urbano… Quindici i punti sviluppati da Tommaso Mantovani, candidato certificato del Movimento, sotto lo slogan “sospendi e riavvia il sistema”, ma solo cinque sono contraddistinti da stelle: ambiente, energia e qualità dell’aria, acqua, connettività, sviluppo e trasporti.
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Obiettivo sicurezza.
La sicurezza è passaggio cruciale, obiettivo a parole largamente condiviso ma dalle prospettive divergenti. Il centrodestra ne fa una responsabilità amministrativa (“Il Comune deve garantire la sicurezza e l’incolumità di chi vive e lavora quotidianamente nella nostra città”), il centrosinistra rinvia lungo su Roma (“…chiederemo allo Stato il potenziamento degli organici di polizia, carabinieri, guardia di finanza ed esercito”). Fabbri fa un accenno al “supporto costante del potenziato e rinnovato corpo della polizia locale”, Modonesi prospetta l’avvio del servizio notturno “anche rivedendo le dotazioni d’ordinanza”, il ritorno del vigile di quartiere e le conferme dell’unità mobile e dell’unità cinofila. Ma ad un professionista della sicurezza come l’ufficiale dei carabinieri Andrea Firrincieli, in aspettativa per la contesa elettorale alla guida di “InnovaFE”, è scettico sulla pattuglia comunale dei cani antidroga, al pari dell’impiego di agenti per gli attraversamenti pedonali davanti alle scuole, iniziative da cui poter recuperare risorse per rafforzare il servizio di polizia stradale ed istituire un giro di visite programmate alle persone sole. Il vigile che immagina Firrincieli ha una microcamera addosso e nella fondina taser e pistola. Solo taser, nel programma di Giorgio Massini.
Finti drogati.
Armare i vigili? In Gad mai, dice Mantovani, che sul tema del quarto turno apre ad una consultazione con i sindacati. Roberta Fusari (+Europa, Azione civica e Coalizione civica) si limita ad indicare le armi dell’integrazione e dell’inclusione, il presidio del territorio da parte dei cittadini, oltre che un coordinamento tra le forze dell’ordine con la prospettiva di avere vigili e carabinieri di quartiere. E “finti drogati” aggiunge Francesco Rendine (Gol): agenti in borghese in azione nelle zone dello spaccio per individuare i pusher.
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Scaramanzie.
Il dieci è numero ricorrente, persino stilistico, quasi un amuleto. La Fusari indica dieci progetti concreti per rammendare il tessuto urbano con un occhio ai polmoni verdi e alla vivibilità dei quartieri; Francesco Rendine disegna dieci ambiti e per ciascuno una serie di obiettivi contraddistinti da un pallino con il “10”, come una palla da biliardo (la rigata azzurra) da spedire in buca; Massini elenca dieci ambiti di intervento.
Prima infanzia.
Il benessere di una città può essere misurato sulle politiche per le generazioni future, sostiene Modonesi introducendo l’argomento scuola, con il Comune che gestisce asili nido e materne. Le liste d’attesa in crescita (per il prossimo anno sono rimasti fuori oltre 450 bambini) sono un problema difficilmente azzerabile con le tre nuove sezioni promesse dal centrosinistra e le nuove convenzioni prospettate, mentre il centrodestra si limita ad indicare la generica volontà di avere più strutture sia pubbliche sia private (e un asilo aziendale per ogni ente della pubblica amministrazione) mentre prospetta voucher per l’accesso ai servizi (per abbattere le rette delle private?) e la frequenza gratuita ai figli delle coppie che acquistano casa. Poco e nulla negli altri programmi, con alcuni candidati che si dilungano alla voce istruzione, ma solo per consigli non richiesti alle scuole d’ordinamento statale e all’ateneo.
Amici animali.
Ben altro lo spazio riservato agli animali d’affezione. Firrincieli dedica al tema ben dodici proposte per rendere Ferrara ancor più a misura dei piccoli amici, con una sfilza di convenzioni, un’unità mobile di pronto soccorso h24, un numero verde per gli smarrimenti e quell’idea sui conigli che alla lettera suona così: “destinare uno spazio inutilizzato a ricovero temporaneo degli animali recuperati (ad esempio, se si recupera di sera un coniglio dove lo si porta?)”. “Città pet-friendly” per il Movimento Cinque Stelle può essere un marchio da sviluppare in coordinamento con i Comuni più avanti nelle politiche pro animali.
Modonesi prospetta maggiori risorse per canile, gattile e giardino della Capinere, nuove aree di sgambamento in cui lasciare i cani liberi dal guinzaglio e contributi per le cure veterinarie rivolti alle famiglie a basso reddito; Fabbri risponde con campagne di sensibilizzazione sul benessere e la cura degli animali d’affezione.
Continuità e strappi.
Il programma di Roberta Fusari, assessore in carica all’urbanistica, è scritto con l’inchiostro dell’architetto. Affronta l’emergenza della qualità dell’aria che respiriamo, nella più complessa questione ambientale, la crisi economica e il “senso di abbandono che provano così tanti cittadini, soprattutto nelle periferie e nelle frazioni”, ma sono principalmente opere di rigenerazione urbana quelle che traccia mettendo nero su bianco progetti concreti. Con l’obiettivo: fare di Ferrara la capitale verde d’Europa.
Programma elettorale Fusari by Luca Traini on Scribd
Dalla maggioranza uscente arriva anche la candidatura di Alberto Bova: “Crediamo fortemente di poter garantire i nuovi bisogni di rappresentanza dei nostri cittadini, favorendo un rapporto 1:1. Il ritorno all’interesse verso la politica e alle scelte amministrative “della” e “per la” propria città muovono da questa certezza”.
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“Fare di più, insieme”: non evoca una piana continuità, Aldo Modonesi. Mira più in alto. Progetta una città che funzioni meglio e dunque sia più attrattiva, per rovesciare una curva demografica sospesa come spada di Damocle. “L’obiettivo del fare di più è declinato in tre temi: vivere bene, muoversi meglio e crescere ancora. Sono le tre grandi dimensioni su cui dobbiamo intervenire per migliorare la qualità delle nostre vite, proseguendo lungo la strada tracciata finora, ma con soluzioni più innovative e incisività ancora maggiore.
Programma elettorale Modonesi by Luca Traini on Scribd
Assedio a palazzo.
La conquista di palazzo municipale è una sfida fluida. Giorgio Massini, Ferrara Libera, punta forte sul centro storico, immaginando finanziamenti agevolati per chi apre negozi o ristruttura le attività storiche, concorsi a premi tra i clienti dello shopping ed eventi serali a ritmo settimanale. I servizi? Prima ai ferraresi.
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Il sottopasso ferroviario di via Bologna resta sulla carta da decenni (anche se le notizie pre elettorali sembrano incoraggianti), pure Francesco Rendine già progetta di allungare i binari sino ai lidi. È solo uno dei settantacinque punti “obiettivi chiari, non promesse confuse” di cui si compone il programma di Gol. C’è il taglio del 45% delle indennità degli amministratori, per un risparmio di un milione di euro da scalare sulle imposte locali e c’è l’impegno di portare il segnale televisivo fino all’ultimo tinello, l’istituzione delle giornate italiane del Rinascimento, come il sostegno agli agricoltori nell’analisi dei costi di produzione e del prezzo di vendita.
Programma elettorale RENDINE by Luca Traini on Scribd
Gialloverdi.
Addio calotte se dovesse vincere il Movimento Cinque Stelle. Non per un ritorno al passato, ma per un sistema ancor più vincolante nella direzione di “rifiuti zero”, il porta a porta spinto, con incentivazioni per chi ricicla. Tommaso Mantovani sottoscrive anche la promessa di una rete wi-fi che copra l’intero territorio comunale, l’impegno a contrastare con vigore le ludopatie e il progetto di arterie di grande scorrimento.
Programma elettorale MANTOVANI by Luca Traini on Scribd
Dal contratto di governo al “contratto con la città”, riedizione (almeno negli auspici) del patto con gli italiani sottoscritto da Berlusconi a Porta a Porta nel 2001: Alan Fabbri si impegna a “governare ponendo al centro dell’amministrazione comunale i reali bisogni dei cittadini e delle famiglie e non quelli dei “potentati” che hanno sostenuto le forze di governo negli ultimi 70 anni”. Obiettivo dichiarato: una Ferrara laboriosa, sicura, solidale, vitale e bella da vivere ogni giorno dell’anno”.
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Analisi lucide, promesse che scricchiolano, libri dei sogni o bestiari, c’è da leggerne per centinaia di pagine. Impegni da conservare per poterne chiedere conto. —
Programma elettorale Firrincieli by Luca Traini on Scribd
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