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VERSO IL VOTO 

Spaccatura Lega-FdI per Riva del Po «Sono nell’altra lista»

Davide Bonesi

Fratelli d’Italia non appoggia Lucchin, dura risposta di Brina «Unico Comune dove il centrodestra è privo di un simbolo»

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Che il Comune di Riva del Po alle prossime elezioni amministrative sia un’anomalia è sotto gli occhi di tutti dalla presentazione delle liste. Ben cinque per un nuovo ente che conta circa 8.000 abitanti. L’anomalia sta nel fatto che sia il centrodestra che il centrosinistra si presentano divisi, quinta incomoda la candidata Maria Cristina Felisati, che si presenta come civica ma con un recentissimo passato in Forza Italia.

Relativamente al centrodestra, i problemi sono originati dalla nascita della lista Gente di Riva del Po, nella quale sono confluite gran parte delle opposizioni di Berra e Ro. nel corso delle settimane non è stato trovato l’accordo con la Lega, la quale all’ultimo si è presentata con una propria candidata, Marianna Lucchin, sostenuta dalla lista Centrodestra unito per Riva del Po. E qui c’è l’altra anomalia, l’assenza del simbolo di Fratelli d’Italia in compagnia di Lega e Forza Italia.

la rottura

A spiegare la situazione è Giuseppe Brina, coordinatore della Lega per il Basso Ferrarese. Partendo proprio dall’assenza del simbolo di FdI: «Ci siamo rimasti molto male - commenta -, perché appena ho saputo che un paio di tesserati di Fratelli d’Italia erano entrati nella lista Gente di Riva del Po, ho contattato i vertici provinciali del partito per chiedere come stavano le cose e per chiedere di correre tutti insieme a Riva del Po, come stiamo facendo in tutti i Comuni al voto nella nostra provincia. Invece, ci è stato risposto che per Riva del Po non c’era tale disponibilità e questo, ovvio, non può farci piacere».

vecchie ruggini

L’altro problema è la mancata unità fra le opposizioni contro il centrosinistra. «Una premessa: è passato il messaggio che loro non ci hanno voluti, ma non è la verità. Bisogna chiarire agli elettori che siamo stati chiamati più volte dalla lista che prima si chiamava Il Borgo e ora Gente di Riva del Po, ma sapevamo non avremmo trovato alcuna intesa. Perché? Perché stiamo parlando in realtà di un’altra lista di centrosinistra, con la Lega ha nulla a che vedere. D’altronde, loro erano in gran parte d’accordo con la fusione, noi no».

Di certo nel territorio dell’Unione Terre e Fiumi non sono mancate espulsioni importanti, come Bigoni, Grassilli e Veronese: «La politica della Lega è quella della condivisione, ogni decisione viene presa d’assieme. Le persone estromesse non rispettavano le logiche del partito, preferendo una politica basata sul personalismo».

La candidatura di Lucchin è un modo per gettare le radici nel territorio? «È una bravissima ragazza, una persona semplice con ottime capacità anche se non è una politica di professione. Era la scelta migliore possibile e un importante segnale dato al territorio», chiude Brina. —



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