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Acer, utile positivo Ma è in diminuzione il monte-canoni

Acer, utile positivo Ma è in diminuzione il monte-canoni

Esercizio più che dimezzato rispetto all’anno precedente Gli introiti derivano soprattutto dalla gestione non Erp

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Si chiude con un utile di gestione di 16.267 euro, contro i 38.944 dell’anno precedente, il bilancio 2018 dell’Azienda casa Emilia Romagna di Ferrara. È il dato saliente del consuntivo approvato l’altro pomeriggio, all’unanimità, da parte dei Comuni soci. L’utile deriva dalla gestione non Erp, ad esempio gli introiti da interventi edilizi non istituzionali o la gestione patrimoniale delle Corti di Medoro, mentre l’Edilizia residenziale pubblica chiude in pareggio come previsto dalla legge. Il fatturato è pressoché stabile, a quota 11.449.000 euro (+0,82%).

Utile positivo

«L’utile resta positivo di 16mila euro, questo dimostra ancora una volta - spiega Daniele Palombo, presidente Acer - come l’azienda continui a essere in grado da un lato di contenere i costi, dall’altro di destinare tutte le risorse ricavate in proprio per compensare i cali sostanziali dovuti alla diminuzione dei canoni Erp, senza rinunciare peraltro a costruire nuovi progetti per il sistema abitativo ferrarese (ad esempio l’estensione del teleriscaldamento agli alloggi del Barco)». Il dato più preoccupante è appunto il calo del monte canoni, al secondo anno di applicazione della riforma regionale, «l’erosione è evidente», è l’allarme Acer, con il rischio di ridurre le risorse per la manutenzione programmata dei fabbricati.

Importi aggiuntivi

La Regione ma messo a disposizione importi aggiuntivi che si sono rivelati fondamentali per contenere il numero degli alloggi vuoti accantonati a causa degli alti costi, e per aumentare quelli provvisti di ascensore, che restano comunque pochi per ammissione della stessa azienda. «Insieme ai Comuni,il sistema delle Acer dell’Emilia Romagna ha richiesto la conferma di questo provvedimento anche per il 2019 - fa presente l’azienda ferrarese - affinché il patrimonio Erp non subisca un rapido degrado e si possa provvedere al recupero proprio degli alloggi ad alto costo». È l’unica strada, in assenza d’interventi nazionali, per non disperdere ulteriore patrimonio abitativo, «in gran parte molto datato» è la conclusione di Acer Ferrara. —

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