Farmacie, più servizi Saranno distribuiti i medicinali ospedalieri
Il protocollo: niente più lunghe attese dei pazienti a Cona La sperimentazione comincia nei punti vendita delle frazioni
Sono passati sessant’anni dalla fondazione delle farmacie comunali e la prima nacque proprio a Ferrara, in corso Porta Mare il 24 aprile 1959.
Il protocollo
Un traguardo importante che Assofarm festeggia questa mattina, a palazzo Roverella, con un convegno che si interroga sul futuro delle farmacie, anche alla luce del protocollo firmato in questi giorni fra farmacie pubbliche e private e Regione per la distribuzione per conto dei farmaci, e che presenta anche novità sul ruolo del farmacista. Quella più importante riguarda il servizio di distribuzione dei farmaci ospedalieri, che grazie a un protocollo con la Regione sarà fornito per il primo periodo sperimentale partendo dalle farmacie rurali (pubbliche e private) grazie a uno stanziamento di otto milioni di euro in tutta l’Emilia Romagna.
Una figura, sottolinea il presidente nazionale Assofarm, Venanzio Gizzi, che deve ritrovare la sua centralità, «che deve essere valorizzata in quanto esperto della salute che può coniugarsi con il medico, gli specialisti e tutti coloro che sono nel sistema sanitario». L’auspicio di Gizzi riguarda soprattutto la presa in carico dei pazienti, «che deve essere fatta insieme da farmacisti e altri professionisti per offrire al cittadino una farmacia di forte valenza sanitaria». E non è scontata questa collaborazione, questo dialogo fra diversi professionisti, racconta il direttore Assofarm, Francesco Schito: «Si dice che il cittadino debba essere al centro del sistema, ma di fatto non è così. Non è così scontato che il farmacista e il medico dialoghino – continua Schito – spesso ci sono gelosie professionali, paure di invasione di campo e le categorie lavorano a compartimenti stagni, ma sulla presa in carico questo scambio è fondamentale».
Figura da valorizzare
Esigenza che diventa ancora più impellente in un territorio come il nostro, caratterizzato da un costante invecchiamento della popolazione. «Se una terapia che viene seguita funziona, anche perché il farmaco viene assunto adeguatamente, si evitano tutta una serie di ricoveri ospedalieri con immediate conseguenze di abbassamento dei costi per l’intero sistema», continua Schito.
Una collaborazione che dovrebbe peraltro essere naturale perché, ricorda il direttore, i farmacisti vedono il cittadino più spesso rispetto al medico, («nel nostro paese circolano in farmacia ogni giorno 5 milioni di cittadini»), e «non siamo un luogo di distribuzione – aggiunge Alessandra Vaccani (Afm) – ma di elaborazione del rapporto tra sistema sanitario e paziente, il luogo dove inizia una terapia». Per il futuro si auspica poi «un rapporto sempre più stretto con l’università – ricorda Vaccani. –
Giovanna Corrieri
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
