Fu uccisa dal marito In ricordo di Raachida una panchina rossa
Nel 2012 il femminicidio che sconvolse l’intera comunità Il progetto ha coinvolto l’Ipsia: il 18 maggio l’inaugurazione
CONSANDOLO. La prima panchina rossa è stata posizionata anche ad Argenta. Il ricordo va al 21 giugno 2012, in via di Mezzo 6, a Consandolo, quando si consumò l’unico caso di femminicidio del territorio.
La 39enne Raachida Lakhdimi, madre di due bimbi di 4 e 5 anni, venne ritrovata cadavere dentro due sacchi del pattume posto sotto il letto. Le indagini dei carabinieri di Portomaggiore e Ferrara individuarono l’autore di questo efferato omicidio: il marito Hassane Jendari, 41 anni, marocchino fuggito con i figli prima nel Bolognese dove lasciò i piccoli ad un parente poi scappato in Francia. Fu estradato nel gennaio 2013: neanche sei mesi dopo la giustizia ha presentato il conto e l’uomo è stato condannato a vent’anni con rito abbreviato per aver strangolato la moglie 39enne.
le parole del nobel
Oggi quel triste ricordo, che sconvolse l’intera comunità, è simboleggiato da una panchina rossa su cui è stata scritta una frase di Rita Levi Montalcini: “Rare sono le persone che usano la mente, poche coloro che usano il cuore e uniche coloro che usano entrambi”.
A voler ricordare questo femminicidio sono stati gli studenti dell’Istituto superiore di Argenta-Portomaggiore; in particolare sono stati gli studenti di V e III meccanica dell’Ipsia che materialmente hanno realizzato due panchine di cui una installata in queste ore a Consandolo in ricordo di Raachida; l’altra è a scuole per ricordare la parità di genere.
Un progetto che di fatto rappresenta la risposta alla richiesta degli Stati generali delle donne italiane che chiedono a gran voce di installarne una in ogni Comune, come monito contro la violenza sulle donne. Il progetto nel marzo scorso aveva da subito aveva ottenuto l’ok dell’amministrazione comunale: oggi si è concretizzato e sabato 18 maggio (l’ora della cerimonia non è stata ancora stabilita) quel simbolo che di fatto rappresenta un segno di civiltà, verrà inaugurato con una cerimonia, alla presenza delle autorità comunali e scolastiche. —
Giorgio Carnaroli
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