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SANT’AGOSTINo 

Il dramma del terremoto nei ricordi della gente comune

Samuele Govoni
Il dramma del terremoto nei ricordi della gente comune

L’appello lanciato dal comitato Emilia vite scosse: «Scrivete le vostre memorie» L’iniziativa in vista del settimo anniversario del sisma, per non dimenticare

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A dieci giorni dal settimo anniversario del terremoto (la prima scossa fu il 20 maggio e la seconda il 29) il comitato Emilia vite scosse lancia “Sisma 2012... l’angolo del ricordo”, un progetto che guarda al futuro senza dimenticare il passato. L’idea nasce dalla voglia di non dimenticare, di non disperdere la memoria collettiva, di tramandare ai figli e ai nipoti qualcosa che non hanno vissuto. Sabato 25 maggio, alle 10 del mattino, si terrà un incontro tra comitato e cittadini in sala Bonzagni a Sant’Agostino, sarà un momento per ricordare e rincontrarsi.

il progetto

“L’angolo del ricordo” nasce da un’idea di Laura Ansaloni, presidente del comitato e sorella di Leonardo Ansaloni, morto alla Ceramica di Sant’Agostino in seguito ai crolli della prima scossa (quella delle 4.04). «Ci sono tanti ricordi che - spiega Ansaloni - rischiano di essere dispersi e così, abbiamo pensato di lanciare questo appello. Chiunque, a modo proprio potrà inviarci un pensiero, un testo, un filmato, una fotografia, insomma, una testimonianza. Ciò che riceveremo sarà letto e proiettato il 25 in occasione dell’incontro a Sant’Agostino, ma questa è sola la prima tappa di un progetto che può svilupparsi e ampliarsi». Sì perché, attraverso il materiale potrebbe nascere un vero e proprio archivio, un piccolo fondo fatto di memorie e pensieri condivisi. Una piccola “banca dati popolare” capace di raccontare sensazioni, emozioni, paure e speranze di chi ha vissuto quei drammatici giorni. «Ricordo che tanti in quel periodo giravano a piedi o in bici per i paesi facendo fotografie a case distrutte e monumenti diroccati. Alcuni di quegli edifici oggi non ci sono più e - spiega Ansaloni - poter “ricomporre i pezzi” penso sia importante».

sette anni

Se il sisma delle 4.04 lasciò incredule migliaia di persone, quello del 29 maggio (avvenuto intorno alle 9 del mattino) le mise in ginocchio. L’energia e la tenacia delle prime ore, dei primi giorni, lasciarono spazio a sconforto e disperazione. Ma solo per un po’ perché poi, si ricominciò a lavorare da subito. O quasi. Per alcuni la vita sarebbe tornata la stessa di prima, per altri no. Per altri finì tragicamente quel 20 o 29 maggio. Per sempre. Per loro e per tutte le vittime del terremoto è nato questo progetto del comitato Emilia vite scosse.

«Sarà qualcosa di collettivo ma allo stesso tempo di intimo, sarà un po’ come riaprire un cassetto, come guardarsi dentro», conclude la presidente del comitato. L’appello è rivolto a tutti, chiunque può condividere un ricordo o un pensiero inviando il proprio materiale all’indirizzo emiliavitescosse@gmail.com. —



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