Palazzo abbandonato «Faremo pagare i trenta proprietari»
Il Comune pensa a un intervento in corso Vittorio Emanuele E in viale Battisti proteste per un immobile nel degrado
Edifici privati abbandonati, dimenticati dai proprietari o addirittura mai venduti. Un degrado che disturba i vicini e in qualche caso può trasformarsi in pericolo per la cittadinanza.
A Portomaggiore casi di questo tipo sono all’ordine del giorno: l’ex Gavagna è il più conosciuto, ma per altri due si segnalano delle novità di rilievo.
corso vittorio
In corso Vittorio Emanuele II, al civico 71, vicino alla Biblioteca “Impastato”, c’è un palazzo disabitato da anni che cade letteralmente a pezzi. Nel tempo sono state fatte numerose ordinanze per obbligare i privati proprietari e mettere in ordine; il problema è che non si sa esattamente chi siano.
«Sono circa una trentina e molti di questi sono irreperibili – dice l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Baraldi, che nel corso dell’ultimo consiglio comunale ha risposto a un’interpellanza di Roberto Badolato –. Siamo intervenuti, più volte negli anni, per ripristinare il tavolato in legno che protegge i pedoni dalla caduta dei calcinacci del cornicione, che si distaccano a causa delle infiltrazioni d’acqua». Ma non è finita qui, perché potrebbero essere necessari lavori ben più in profondità. «Faremo una ulteriore verifica sulle condizioni dell’immobile – aggiunge Baraldi –. In caso di ulteriormente aggravamento, non escludiamo interventi più coercitivi nei confronti di proprietari che riusciremo in breve tempo a reperire. Come Comune anticiperemo le risorse e poi ci rifaremo su di loro, perché non possiamo gravare sulle casse pubbliche».
VIALE BATTISTI
Un’invasione di erbacce e di piante cresciute in modo incontrollato; piccioni che entrano dalle finestre rotte; topi e bisce che proliferano.
È la condizione di degrado di uno stabile di viale Battisti e a denunciarla sono i vicini, che abitano in un condominio di via Gulinelli, che vedono i loro muri e il garage danneggiati. Pochi giorni fa c’è stata l’ordinanza comunale che prescrive la bonifica dell’area con lo sfalcio urgente. La proprietà è una società immobiliare milanese che non riuscì mai a vendere alcuni appartamenti del lotto. —
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