Cordoglio per Major: Ferrara piange il “suo” campione
La tragica morte dello sportivo ha colpito nel profondo Si moltiplicano in città le testimonianze d’affetto e i ricordi
FERRARA. Dopo lo sgomento, l’incredulità e la prima elaborazione del lutto, sabato è stato il giorno del cordoglio. La tragica morte di Lorenzo Major, pluricampione paralimpico in varie discipline, ha scosso gli animi. Tanto profondo il segno che aveva lasciato in quella che era diventata la città della sua rinascita, quanto grande si sta rivelando il dolore per la perdita.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.31425738:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2019/05/11/news/colpi-di-pistola-all-alba-trovato-morto-e-il-campione-paralimpico-rinato-a-ferrara-1.31425738]]
Sentimenti unanimi. I sentimenti di stima nei confronti del 48enne, trovato morto alle prime luci di venerdì a Viareggio, seduto sulla sedia sua a rotelle e con una pistola calibro 22 da gara ancora in mano, si sono moltiplicati appena la notizia è stata di dominio pubblico, attraversando in lungo e in largo tutta Italia e non solo. Molti di questi messaggi, affidati al web piuttosto che alle e-mail arrivate alla nostra redazione, arrivavano proprio dalla “sua” Ferrara, la città che prima ne ha ospitato la riabilitazione e poi lo ha rilanciato nel mondo dello sport, quello paralimpico appunto, accompagnandolo nei suoi successi internazionali.
Un legame, quello con la città estense, rafforzato dal matrimonio con Carolina Ascari Raccagni, archeologa forlivese, celebrato in Comune. Quella giovane donna normodotata, come lui appassionata di tiro a segno, da qualche mese gli aveva donato un figlio, circostanza che rende ancor più inspiegabile il gesto estremo di Major.
Non solo sport. Il cordoglio, dicevamo. Sabato lo hanno voluto ricordare con note ufficiali il Canoa Club Ferrara, con il quale Major era arrivato a vincere campionato europeo e coppa del mondo, chiudendo con un quarto posto ai mondiali, e il Coni, ripercorrendone le tappe della sua vicenda umana e sportiva: dall’incidente in moto 17 anni fa ai successi nelle più svariate discipline sportive, passando per tanti incontri, specialmente con giovani e giovanissimi, ai quali aveva trasmesso la sua passione per lo sport e la sua forza nella ricerca costante del massimo risultato. Ma poi, basta digitare il suo nome su Facebook, ecco arrivare i ricordi personali delle tantissime persone che lo avevano incontrato e, ciascuna con il proprio ricordo, hanno voluto trasmettere un segno di vicinanza, stima, affetto. E dolore. —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
