I sindacati ai candidati: il polo chimico è da riconvertire
Il futuro del polo chimico, cioè petrolchimico ed ex Solvay, irrompe nella campagna elettorale. Dopo le dichiarazioni di Aldo Modonesi (centrosinistra) alla Benvic, sull’esigenza di creare un distretto della bioplastica, sono i rappresentanti dei lavoratori di piazzale Donegani a porre la questione di fronte ai candidati sindaci. Non si tratta questa volta di un dibattito, ma di un incontro che si svolgerà mercoledì 15, dalle 14.30 alle 16.30 nella mensa del petrolchimico, sul tema “Idee, contributi, richieste delle Rsu delle due aree industriali”, con interventi degli assessori regionale Palma Costi e comunale, Caterina Ferri, al quale i candidati sono stati invitati ma per «ascoltare la nostra visione del lavoro».
Nel documento approvato dopo l’attivo dei delegati del 2 maggio, che fa da base all’assemblea, si ricapitola le «fasi alterne» dei rapporti tra città e fabbrica, con il periodo critico della turbogas e anni recenti meno complicati anche per via delle crisi industriale poco impattante; poi si mette sul tavolo il tema dei prossimi decenni. «Il mondo sta cambiando in gran velocità e molte applicazioni che hanno migliorato la vita quotidiana di tutti, oggi presentano il conto e sono sotto l’attenzione mediatica per il loro impatto sull’ecosistema - scrivono le rappresentanze sindacali con riferimento alla plastica - Non possiamo attribuirne la responsabilità solo a “comportamenti” antropici poco civili: spetta anche a chi trae reddito dalla produzione di questi materiali, porsi l’obiettivo di favorire una riconversione delle produzioni in un’ottica che, tra le altre cose, rassicuri l’opinione pubblica rispetto ad una vera sostenibilità ed ecocompatibilità di quanto si produce». E ricordano «le recenti problematiche legate alle forniture di materie prime da Marghera».
Lo sguardo, chiariscono le Rsu, è ai prossimi 10 anni. —
S.C.
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