Lavori, Unife cerca sponsor ma Ferrara risponde picche
Deserto l’avviso dell’ateneo per il sostegno del piano di ristrutturazioni edilizie. Il direttore generale Galvan: ci riproveremo dopo un’esplorazione di mercato
FERRARA. Un indotto di 100 milioni di euro a sostegno dell’economia locale prodotto da un esercito di oltre 20mila iscritti che ringiovanisce le gambe e il pensiero di una provincia tra le più “anziane” d’Italia. Ferrara, città medievale e rinascimentale, e la sua Università, uno degli atenei più antichi dello Stivale, sono legate da una storia plurisecolare cadenzata negli ultimi anni dalla rapida e sostanziosa crescita di Unife, eppure faticano a trovare il passo che le faccia marciare a braccetto.
Il messaggio ignorato. La conferma arriva dall’esito dell’avviso emanato lo scorso dicembre con cui Unife ha chiesto a imprese e singoli cittadini di partecipare, con una spesa di almeno 2mila euro, alla campagna di finanziamento di un piano di lavori e ristrutturazioni del proprio patrimonio edilizio che supera, per importo complessivo, i 70 milioni di euro. Un mese fa in rettorato si sono tirate le somme e il risultato è stato più che deludente: imprese, consorzi, gruppi, associazioni, privati cittadini - distratti, poco informati o disinteressati - hanno totalmente ignorato la richiesta di aiuto. Insomma, nelle casse dell’università non è arrivato neppure un euro e il piano dei lavori rischia di dover essere finanziato, ora, con i soli contributi istituzionali.
Il territorio estense - è noto - non brilla per le performance della sua economia, ospita pochi siti industriali degni di nota, un settore primario che ancora incide sul reddito locale e un settore dei servizi (ne fa parte anche l’ateneo) che si è dilatato in modo considerevole. La freddezza con cui la città ha accolto l’iniziativa ha lasciato stupiti anche i dirigenti dell’università. Anche se nessuno si aspettava una corsa alla sponsorizzazione, attività che non ha mai trovato troppi protagonisti tra le Mura estensi.
A fine maggio Ferrara rinnoverà la propria amministrazione comunale e tra le liste civiche in competizione ne conta una nata proprio dall’iniziativa di candidati che provengono dall’ateneo.
Esplorazione di mercato. Il modello utilizzato per la raccolta di fondi si ispira a quello che ha raccolto adesioni importanti in altre città (la più famosa, forse, legata alla griffe Della Valle per il restauro del Colosseo): marchio e nome del sostenitore associati all’intervento e citati sul sito di Unife, menzione dell’accordo sui canali dello sponsor; dai 25mila euro in su possibilità di reclamizzare «nome, marchio, logo, attività e prodotto utilizzando a proprie spese uno spazio preventivamente individuato dall’Università sui ponteggi e recinzioni di cantiere», come precisava il bando.
Il direttore generale diUnife, Giuseppe Galvan, non considera chiusa la partita: «Ci riproveremo - annuncia - probabilmente entro fine anno quando daremo l’avvio ad alcuni cantieri. Forse l’avviso non è stato pubblicizzato adeguatamente, ne terremo conto e probabilmente la prossima volta condurremo una esplorazione preventiva di mercato». —
Gi.Ca.
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