Partecipanza La Divisione è il collante per il governo
Verso l’accordo tra liste per un programma condiviso sulle cose da fare E c’è chi lancia l’idea di un “governissimo”
CENTO. «Basta con chiacchiere, alchimie e rancori. È tempo di fatti: entro una settimana contiamo di trovare la quadra sul governo della Partecipanza. Un accordo fondato su un programma condiviso». È il primo obiettivo della lista Casa del Partecipante, per arrivare quanto prima a un governo che realizzi la divisione dei capi. I primi incontri e le trattative sono in corso tra le liste e i 18 consiglieri della Partecipanza centese. E Corrado Borgatti anticipa: «Dopo il primo giro di consultazioni, è evidente: siamo tutti orientati sul fare la Divisione. E su questo, aldilà di qualche sfumatura, c’è convergenza. Ci stiamo confrontando sui temi del nostro programma, e tre tempi: la divisione dei capi, le riforme statutarie con qualche diversità in più, ma sosteniamo la vera apertura alle donne, eliminando ogni discriminante».
LE TRATTATIVE
Troppo presto per parlare di alleanze, ma di condivisione si può: «Chi ama la Partecipanza e a cuore la microeconomia legata al mondo dell’agricoltura, sta puntando a centrare il primo obiettivo. È in fase di stesura un prima bozza di un programma che punta a essere il più condiviso possibile, e in base al quanto, si parlerà di organigramma».
A confermare i primi passi in direzione di un governo allargato, anche Famiglie Partecipanti e la lista “Prima di tutto la Divisione”. E Partecipanza Attiva, forte dei 284 voti raccolti e dei tre seggi in consiglio, commenta i risultati e, attraverso i suoi consiglieri, Alessandro Tassinari, Renato Minelli e Mirco Gallerani, guarda avanti: «Avanti tutta con le alleanze e le trattative per formare un governissimo, per portare a termine nel più breve tempo la divisione dei capi. I capisti ci hanno premiato valutando positivamente le persone e il programma della lista. Peccato ci sia sfuggito per pochissimo il 4º consigliere. Indiscutibile l’aumento, il più significativo tra tutte le liste, rispetto alle elezioni del 2015: Partecipanza Attiva allora raccolse 184 voti e 2 consiglieri» .
LA PROPOSTA
Poi la proposta di costituire una associazione culturale, «utile a dare idee, supporto e impulso ai tre consiglieri. Uno strumento che si occupi di mantenere il contatto col territorio, andando da capisti e fumanti, nelle scuole e nelle piazze». Da qui, la consapevolezza di Partecipanza Attiva, di «dover arrivare quanto prima ad una coalizione pronta a governare l’ente portando a termine entro l’anno la Divisione dei capi. Occorre superare lo schieramento dei 9 contro 9 e arrivare o ad una condivisione democratica di intenti da parte di 3 o 4 liste, o ad un governissimo di scopo che porti a una convergenza delle 5 liste sul fatto che capo è un valore aggiunto». —
Beatrice Barberini
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