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cerimonia a mizzana 

Don Francesco testimone di pace Intitolata la rotonda di via Modena

Margherita Goberti
Don Francesco testimone di pace Intitolata la rotonda di via Modena

Parroco di Mizzana per 17 anni e missionario in Congo Morì in un incidente mentre era in bicicletta sull’Acciaioli

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«Il nostro paese non cresce in demografia e quindi è stato difficile trovare uno spazio da dedicare a una persona importante come è stato don Francesco Forini, parroco di Mizzana ma la scelta caduta sulla “rotonda” che si trova proprio di fronte alla sua chiesa, è stata giusta e simbolica».

La cerimonia

Con queste parole il sindaco Tiziano Tagliani ha ufficializzato ieri mattina - in chiesa al termine della messa e non davanti alla targa a causa della pioggia insistente - la cerimonia di intitolazione accompagnata dalla Banda Filarmonica di Cona e alla presenza di molti parrocchiani.

« Don Francesco – ha proseguito Tagliani – è stato un protagonista civile del nostro tempo e dopo gli eroi della Resistenza a cui sono intitolate tante strade e piazze era giusto scegliere oggi persone come don Alessandro Denti o Bruno Papparella che ci lasciano una memoria di pace di cui questa nostra società oggi ha particolarmente bisogno».

La missione

Dotato di grande umanità e cultura, don Francesco si impegnò in ugual misura fra l’Africa nelle missioni di don Dioli - come ha ricordato Silvia Buriani, presidente di Kamituga, che ancor oggi si adopera per sostenerne l’attività - e Mizzana dove rimase per 17 indimenticabili anni.

Don Forini era nato a Ferrara il 23 luglio 1947 e fu ordinato sacerdote nel 1971 dopo la licenza in teologia e scienze bibliche. Molteplici gli incarichi che ricoprì in tante parrocchie prima di partire missionario dal 1987 al 1996 in Congo. Quando tornò gli fu affidata la parrocchia di Mizzana dove ha lasciato un segno indelebile per il suo impegno nell’educazione religiosa e per la sua partecipazione a movimenti sul territorio ferrarese in qualità di docente all’Istituto di Scienze religiose di Ferrara. È stato autore di alcune pubblicazioni bibliografiche, storiche e anche per cicloamatori, legate alla nostra realtà.

E proprio la bicicletta che amava tanto è stata la causa della sua morte avvenuta il 28 settembre 2014 sulla strada Acciaioli travolto da una motocicletta mentre era in gita – pellegrinaggio con otto parrocchiani.

La tragedia

«Io era fra loro – ha ricordato Paolo – e ho cercato di soccorrerlo dopo l’incidente tenendogli la mano ma lui non dava più segni di vita. Fu un momento molto doloroso che non dimenticherò mai, come sarà sempre con noi il ricordo di don Francesco».

Per questo – ha ricordato poi una parrocchiana a nome di tutta la comunità– gli è stata intitolata “la rotonda di Mizzana” che lui percorreva molto spesso andando in città in bici e che si trova di fronte al cimitero dove riposa, unitamente al desiderio che il suo nome diventasse memoria per tutti.

L’arcivescovo Gian Carlo Perego nella lettera che ha inviato ha sottolineato la scelta della rotonda dandole un significato metaforico, di apertura dalla chiesa verso la società; bello anche aver ricordato una riflessione di Don Francesco sul ruolo di pastore che ogni sacerdote ricopre, parole profetiche simili a quelle che il Papa pronuncia nelle sue omelie.

Alla cerimonia erano presenti la sorella Bernardetta, il fratello Giorgio, i nipoti e pronipoti, tutta la famiglia Chiappini, il pediatra Lucci e tanti parrocchiani e persone che gli volevano bene. –

Margherita Goberti

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