Economia, lavoro e università Il Pd: le ricette per la ripresa
Dibattito al circolo Buontemponi. Benini (Legacoop Estese): Pil fermo dal 2008 Bernardi (Unife): con l’aumento degli iscritti serve più attenzione alla qualità
Il Partito Democratico ferrarese sente «la responsabilità di invertire la rotta di un discorso qualunquista e distruttivo» secondo il quale «in campagna elettorale i contenuti restano schiacciati dalla retorica». E ieri, al circolo Buontemponi, ha discusso di economia, lavoro e università, avvalendosi del contributo dei rappresentanti del settore.
generare impresa
«Ferrara ha bisogno di pensare il proprio futuro – ha detto Andrea Benini (Legacoop Estense), riflettendo sulla situazione economica del territorio – il nostro prodotto interno lordo non ha ancora raggiunto i numeri del 2008 e questo ha un impatto sulle strutture delle nostre piccole imprese che non riescono a stare sui mercati attuali». L’obiettivo è dunque «avere un territorio capace di generare e attrarre imprenditoria – ha continuato – creando uno sviluppo sostenibile e salvaguardando il lavoro regolare e ben pagato».
Per Benini è poi fondamentale che non si confonda il lavoro con il volontariato e che si costruiscano relazioni strette con i territori limitrofi. A esprimersi sul lavoro è stato invece Cristiano Zagatti (segretario Cgil), secondo il quale essere lavoratori oggi significa essere perlopiù precari, se si è donne avere una condizione peggiorativa rispetto agli uomini del 30 per cento, e incrociare troppo poco l’università: «il futuro sindaco – ha detto Zagatti – dovrà ricercare una relazione con il rettore così che ciò che si studia all’università possa essere verificato nel sistema produttivo che deve vivere di ciò che l’università offre».
Due visioni di città
Per il professor Francesco Bernardi (Unife) essere una città universitaria presenta aspetti così vantaggiosi che si rischia di non riflettere su alcuni specifici problemi: «penso alla crescita del numero di iscritti – ha spiegato Bernardi – e al rapporto fra alto numero di iscritti e qualità della formazioni». La presidente di Ferrara Teatro Off, Monica Pavani, crede che il lavoro fatto in questi anni si possa fare solo con un’amministrazione che ci creda e sia partecipe, e per Manuela Macario (Arcigay) bisogna combattere contro qual centrodestra che «fa disperati tentativi di arrestare processi di inclusione già avvenuti».
Bisogna essere consapevoli, dice il Pd, delle due diverse visioni di città presentate in questa campagna elettorale, perché «abbiamo due settimane davanti – ha detto Aldo Modonesi – che valgono cinque anni». —
Giovanna Corrieri
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