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via ai risarcimenti Carife 

Federconsum: veneti favoriti per i rimborsi

Stefano Ciervo

Il rischio esclusione dei bondisti Fitd è forte tra i ferraresi Consumatori e Azzerati preparano comunque le assemblee

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Sono molto prudenti le prime reazioni dei risparmiatori ferraresi alla diffusione delle bozze di decreto attuativo dei rimborsi. Prevale l’attesa per la pubblicazione del testo ufficiale in Gazzetta ufficiale, prevista per oggi in caso arrivasse in tempo la bollinatura della Ragioneria, ma anche la volontà di cercare interpretazioni sui punti grigi del testo diffuso, in particolare sulla mole di documentazione da presentare e sulla possibile esclusione dei bondisti già parzialmente rimborsati, tra i quali vi sono molti ex Carife e banche risolte ma pochi veneti.

consumatori polemici

Federconsumatori, associazione poco presente alla cabina di regia ministeriale ma rappresentativa di migliaia di azzerati, si prepara per convocare «assemblee aperte nel giro di 15-20 giorni, senza però precipitare le cose: vogliamo approfondire meglio il testo dal punto di vista giuridico - spiega il presidente Roberto Zapparoli - Di sicuro non ci sorprende la mole di documentazione da presentare, anche per il regime forfettario che tanto semplificato non sarà: ma del resto era prevedibile. Il tempo per raccoglierle c’è, visto che si parla di 180 dall’avvio della ricezione delle domande, ma bisogna vedere quanti tra i 34mila azzerati alla fine aderiranno. Anche perché c’è l’incognita dei bondisti».

Il testo diffuso cita infatti solo «le obbligazioni subordinate che non hanno beneficiato delle prestazioni del Fondo di solidarietà», tra i destinatari del rimborso al 95%: «Se fosse così - premette Zapparoli - si tratterebbe di una chiara discriminazione nei confronti dei bondisti che dal Fitd hanno ricevuto solo l’80% (selezionati in base ai redditi più bassi, ndr), e anche nei confronti dei risparmiatori delle banche venete». Il Fitd ha in effetti rimborsato oltre 15mila bondisti ex quattro banche (il 40% ferraresi), e solo 4.358 ex venete: 180,8 milioni contro 20,5.

In effetti la prima reazione ufficiale al decreto è arrivata da Luigi Ugone (ex Bpvi), che ci vede «aperture positive, siamo cautamente soddisfatti anche se attendiamo sempre l’innalzamento del tetto ai 200mila euro»: si tratta del patrimonio mobiliare da non superare per poter accedere al rimborso, attualmente il tetto è a 100mila euro e si attende il sì europeo per raddoppiarlo.

azzerati prudenti

I rappresentanti degli azzerati ieri si sono limitati per lo più a postare il testo del decreto, con qualche considerazione operativa sulla tempistica di presentazione delle domande (meglio arrivare tra i primi, è il succo). Milena Zaggia (Risparmiatori traditi) si dice soddisfatta che in premessa del decreto si citano esplicitamente i ristori in favore delle banche in risoluzione, come prova dello scampato rischio esclusione per i ferraresi; rimane il fatto che nella definizione di «risparmiatori» si continua a usare la dicitura «banche poste in liquidazione coatta amministrativa», quella che aveva suscitato dubbi soprattutto in campo dem. Katia Furegatti (Azzerati Carife) annuncia «a breve» un’assemblea informativa. —

Stefano Ciervo

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