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Padri separati, una festa per ricominciare a vivere

Margherita Goberti
Padri separati, una festa per ricominciare a vivere

La struttura aperta nel 2017 in viale Alfonso d’Este è al completo e altre persone sono in lista d’attesa. Il presidente: «Servirebbe un’altra casa»

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Grande Festa di Primavera sabato nell’area cortiliva della casa “Mai da soli” di viale Alfonso d’Este, la struttura che ospita uomini separati che si trovano in difficoltà economiche.

La Casa accoglie sei persone tutte con storie difficili alle spalle ed è stata aperta nel novembre del 2017 dall’omonima associazione presieduta da Stefano Ferrari con il sostegno del Comune; logo della struttura è “Sebastian” una simpatica casetta che ha le braccia aperte per accogliere chi ha bisogno, e che è uno dei pochi esempi di questo tipo in Italia.

«Qui si può rimanere da uno a un massimo di 12 mesi – ha dichiarato il presidente Stefano Ferrari – sostenendo le spese complessive con un contributo di 250 euro; per chi invece non è in grado di pagare, intervengono l’Asp e le assistenti sociali. Purtroppo nella lista d’attesa ci sono almeno altre quattro persone che hanno fatto domanda e quindi viste le necessità sempre crescenti, ci vorrebbe già un’altra casa».

Il momento conviviale di sabato è stato preceduto nelle scorse settimane da altre Feste, tra cui l’ultima definita “Fine settimana nell’arte” perché dedicata alle opere pittoriche di uno degli ospiti. «Queste iniziative – ha concluso Ferrari – hanno come principale obiettivo quello di condividere le problematiche di chi vi abita cercando almeno per una giornata di dimenticarle con scherzose sorprese, perché chi vive qui ha una grande necessità di ricominciare e quindi di essere sostenuto. Dopo una separazione infatti i problemi da affrontare non sono soltanto di tipo psicologico e affettivo, ma anche di tipo economico, spesso con un drastico abbassamento del tenore di vita.»

L’ambiente è molto accogliente; nella sala da pranzo c’è un televisore donato dall’arcivescovo Perego, e fuori proprio su un tratto delle mura che confina con il cortile si sta coltivando un orto i cui prodotti verranno utilizzati per la piccola ma unita comunità. –

Margherita Goberti

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