Accusa il compagno: «Incinta, mi picchia» Ma non c’è gravidanza
Le grida di aiuto di una donna hanno creato allarme e scompiglio domenica sera attorno alle 21.30 in una palazzina di via Ricostruzione, a Pontelagoscuro.
La ragazza, una cittadina nigeriana di 28 anni, accusava il compagno di averla presa a cinghiate, affermando inoltre di essere incinta.
Le sue invocazioni non sono certo passate inosservate, e anche per il rischio che la donna potesse perdere il bambino che diceva di portare in grembo, l’intervento sul posto è stato tempestivo.
In via Ricostruzione sono così arrivate due pattuglie dei carabinieri, che hanno raccolto la prima testimonianza della giovane, e appreso lo stato di gravidanza, hanno sollecitato l’intervento del personale dell’emergenza sanitaria chiamando il 118.
Nel frattempo i militari cercavano di gestire al meglio la situazione, con la delicatezza imposta da una lite familiare degenerata nella violenza.
Alla donna sono state così prestate le prime cure sul posto, e successivamente è stata condotta al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna di Cona per accertamenti.
Una volta visitata dal personale medico, però, la sua versione ha cominciato a vacillare, perché le visite hanno escluso del tutto una gravidanza. Inoltre la ragazza si presentava in stato di forte alterazione alcolica.
Secondo quanto riferito agli inquirenti, tra lei e il compagno era scoppiato un acceso diverbio: urla, insulti, fino alle botte utilizzando una cinghia.
Sono in corso ulteriori accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e trovare i dovuti riscontri alla ricostruzione della ragazza, che in una circostanza non secondaria - il fatto di essere incinta - è stata smentita dai fatti.
A carico dell’uomo al momento non risulta esserci alcuna denuncia, e la stessa giovane per fortuna non è stata trovata in condizioni critiche ed è stata dimessa. —
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