Comunità sconvolte per la morte del 19enne I funerali in Duomo
La squadra della Laghese si sta preparando per un ricordo Il presidente: «Saremo sempre orgogliosi del nostro Marco»
Il dolore non si racconta, si vive basta. Ecco perché è così difficile trovare la parole per raccontare quello che in queste ora stanno passando i familiari di Marco Barboni, il ragazzo che a soli 19anni ha trovato la morte sabato sera sulla provinciale per Lagosanto.
Don Giancarlo, parroco di Volania, ha comunicato che i funerali si terranno in Duomo a Comacchio perché la chiesetta della frazione non potrebbe contenere tutti. La data non è ancora stata fissata, il corpo del ragazzo si trova all’Istituto di medicina legale di Ferrara per l’autopsia. Da capire, infatti, se il 19enne ha avuto un malore fulminate ed ha perso il controllo dell’auto oppure se a causare il decesso è stato l’incidente in cui è rimasto coinvolto.
i ricordi
«Ha corso tanto in moto e la sua vita si è fermata in una macchina, su un rettilineo in un maledetto sabato sera», dicono gli amici più stretti. «Marco era una bravissimo ragazzo, di quelli molto educati e gentili - ricorda un’amica di famiglia - Quando lui e mio figlio tornavano da scuola e andavo alla fermata del bus lui era sempre gentilissimo, salutava a modo, ringraziava sempre. Mi si è gelato il sangue quando ho letto la notizia».
La mamma di Marco Barboni, Paola Cavallari, così come il padre Gabriele ed il fratello Stefano, frastornati e distrutti sono supportati da parenti e amici che non li lasciano mai soli. Da Comacchio, Lagosanto e Codigoro il via vai nella casa di Volania è continuo.
l’iniziativa
Il giovane ha giocato a calcio nella Laghese. È sceso in campo fino all’anno scorso, nella squadra Juniores, poi ha lasciato per una serie di motivazioni personali. «Ho già chiamato tutti i ragazzi della Laghese - dice il presidente David Bigoni - così come i dirigenti e tutti i responsabili. Andremo tutti, tutti al funerale in divisa e cercheremo in ogni modo possibile di scaldare quella che sarà la giornata più fredda di tutte. Noi eravamo e siamo orgogliosi di Marco, di quello che era in campo e nella vita». —
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