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La Camera di Commercio continua il mandato Govoni: «Dare risposte alle nostre imprese»

Gian Pietro Zerbini
La Camera di Commercio continua il mandato Govoni: «Dare risposte alle nostre imprese»

Il presidente e gli organi rimangono in carica anche dopo la scadenza dei 5 anni. Nonostante il vuoto normativo a Ferrara l’ente procede spedita  

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L’intervista



Presidente Govoni. Sono passati 5 anni dal suo insediamento al vertice della Camera di Commercio e dalla nomina degli organi: consiglio e giunta. In teoria siete già in scadenza di mandato ma voi a quanto pare rimanete ancora al vostro posto legittimamente. Tutto a causa del pasticcio normativo che si è creato intorno alla riforma delle Camere di commercio?

Una riforma efficace non può che partire dalla condivisione di una “nuova” visione dello sviluppo e di politica economica. E la visione che noi diamo a Regione, Governo e Parlamento passa dalla valorizzazione dei territori e delle comunità che in essi vivono e lavorano. È attraverso la ricchezza delle sue diverse realtà territoriali, infatti, che l’Italia ha dato prova in questi anni di poter uscire dalla crisi, unendo tradizione culturale e modernità, qualità delle produzioni e benessere sociale. Ecco perché siamo convinti che la ridefinizione dell’attuale rete territoriale delle Camere di commercio non possa e non debba rispondere al criterio della “soglia minima” di imprese ma rafforzare il loro ruolo di presidio permanente sui territori, salvaguardandone l’identità e le specificità geoeconomiche e scongiurando il rischio della desertificazione istituzionale.

Ma se ho ben capito così c’è la possibilità per voi di restare in carica almeno fino al 2020?

Gli amministratori camerali – agricoltori, artigiani, industriali, commercianti, cooperatori – esercitano gratuitamente un ruolo pubblico, sottraendo tempo alla loro impresa e dedicandolo invece all’intera collettività. Un impegno – che ricordo comporta responsabilità delle quali si risponde anche personalmente – mai venuto meno neanche in questi anni di incertezza normativa nella ricerca di una sempre maggiore efficienza, nella realizzazione di più ampie economie di scala con le altre Camere di commercio e nella garanzia di servizi di qualità. Il mandato che ciascuno di noi ha ricevuto al momento di assumere il suo incarico è di impegnarsi ogni giorno per dare risposte alle esigenze delle imprese e dei territori, guardando sempre un po’ più lontano, non gestendo solo l’oggi ma lavorando “con pazienza e fiducia” per contribuire alla costruzione del futuro. Che è poi il nostro modo di affermare un principio di cittadinanza economica e, quindi, di pari dignità e di pari opportunità di tutte le imprese di fronte al mercato.

Non mi sembra comunque di rilevare pianti o lamentele da parte delle associazioni economiche ferraresi per il blocco del processo di accorpamento con Ravenna.

Insieme alle associazioni economiche abbiamo in questi anni affiancato il popolo delle nostre imprese nel suo sforzo di resistenza e di crescita, accompagnandolo e supportandolo nei tanti ambiti della competitività. Penso al credito, alla diffusione della giustizia alternativa e della legalità, al sostegno alle nuove imprese, all’innovazione digitale, al turismo, alle filiere della qualità, ai servizi per favorire l’occupazione, allo sviluppo di un punto unico di accesso per le imprese alla pubblica amministrazione e alla recente riforma delle crisi di impresa, che prevede compiti importanti per le Camere di commercio chiamate, attraverso l’Organismo di Composizione delle Crisi d’Impresa (OCRI), ad assistere l’imprenditore nel procedimento di composizione assistita della crisi. Ed insieme alle organizzazioni imprenditoriali che abbiamo ripensato la nostra azione sul lungo periodo, consolidando il ruolo della Camera di commercio come strumento di democrazia economica per la capacità di fare sintesi tra le proposte dei principali attori dello sviluppo locale.

E intanto la Camera di Ferrara va avanti spedita...

Chi ha “intenzione imprenditoriale” ha bisogno di servizi, di esempi, di modelli di riferimento, di approvazione sociale, di una visione positiva della funzione dell’imprenditore. Perché fare impresa non è solo un fenomeno economico, ma si alimenta di motivazioni, di valori, di orientamento al merito e promozione del cambiamento. E su tale rivoluzione culturale che la Camera di commercio di Ferrara continuerà a lavorare con perseveranza e tenacia, alimentando quella rete di protezione che, insieme ai servizi di accompagnamento erogati dalle associazioni, consentono all’impresa di valorizzare le proprie peculiarità dandone comunicazione al mercato.

Come sta andando l’economia ferrarese?

Non mancano difficoltà e problemi, ma Ferrara e la sua provincia hanno enormi potenzialità e risorse, che ci sollecitano ad affrontare le sfide a testa alta e con fiducia. Trasformazioni digitali ed eco-sostenibilità sono già decisivi vettori di sviluppo, di occupazione, di benessere e lo saranno ancor più nei prossimi anni. Il nostro Osservatorio dell’economia prevede che, nei prossimi cinque anni, le imprese ferraresi avranno bisogno di un gran numero di lavoratori con competenze “verdi”. È dunque sempre più incalzante l’esigenza di investire sulla formazione e sulle competenze, per preparare i giovani che entrano nel mondo del lavoro – ma anche gli adulti – a essere protagonisti del cambiamento, e migliorare così produttività e salari. Il coinvolgimento delle parti sociali nel dirigere le trasformazioni in atto è, anche sotto questo profilo, una risorsa preziosa. Helenio Herrera, il mago arrivato a Milano nell’estate’60 e strappato da Angelo Moratti nientemeno che al Barcellona, prima di andare in campo ricordava ai suoi uomini una verità dello sport come della vita: “Chi non dà tutto, non dà niente”. Chi vuole essere generoso verso il futuro deve cominciare a dare tutto al presente.

Per chiudere presidente, siete al lavoro per un grande convegno sul “valore dell’impresa”

I tempi sono già maturi per riconoscere all’impresa il ruolo che merita. Non c’è dubbio, infatti, che la competitività dell’Italia e della nostra provincia risieda soprattutto nelle imprese, nel rispetto e nella valorizzazione dei lavoratori, nella contaminazione tra valore economico e valore sociale: un mondo spesso poco conosciuto o sottovalutato. Piuttosto che cercare un lavoro, le nuove generazioni devono entrare nella prospettiva di crearsi un lavoro. Anche per questo abbiamo gettato già le basi per un grande convegno (di valenza nazionale) che metta da parte le false prospettive della finanza per ripartire proprio dalle imprese, le uniche ad assicurare occupazione. —



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