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immigrazione e accoglienza 

Migranti, più risorse per l’integrazione dai fondi europei

Emanuela De Domenico

L’assessore Sapigni: «Crescono le opportunità per il futuro I progetti Fami per richiedenti asilo, la risposta al problema»  

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Fondi europei importanti, che servono a supportare le politiche per i migranti, i richiedenti asilo, e gli extra-comunitari che cercano un futuro in Italia e nella nostra regione.

Il fondo

In una parola Fami, fondo asilo, migrazione e integrazione 2014-2020, strumento finanziario strategico, istituito con il regolamento Ue 516/2014, con l’obiettivo di promuovere una gestione integrata dei flussi migratori sostenendo tutti gli aspetti del fenomeno.

Previsti sostanziosi aumenti di budget, oltre 10 miliardi di euro dal 2021 al 2027, per rendere il sistema europeo comune di asilo più forte, efficace e stabile.

«Bisognava fare il punto della situazione dopo tanti anni di progettualità - è l’assessore Chiara Sapigni a parlare - questo ci consentirà di sfruttare tutte le opportunità che abbiamo e guardare al futuro; tutti questi progetti non sono a sé stanti, ma si collegano con molte altre politiche di integrazione concertate con la Regione».

Il lavoro istituzionale è infatti molto accurato su queste tematiche che, malgrado la complessità, portano valore aggiunto ai territori e soprattutto alle persone.

«La trasversalità è la componente più importante - ha continuato la Sapigni, - e il lavoro coinvolge al 100% gli enti locali, elemento che non va dato per scontato, così come la continuità, che ci aiuta a capire come sfruttare tutti i servizi e come fare investimenti per gli stranieri che rappresentano una base importante del nostro futuro».

Andrea Facchini, ha illustrato brevemente i vari progetti e i segmenti di azione in cui si snodano.

Le azioni

«La Regione Emilia Romagna nell’ambito del fondo Fami, agisce in molte vesti, è componente dei tavoli tecnici e di concertazione nazionale per la definizione delle linee strategiche e delle priorità di intervento, è soggetto di valutazione dei progetti territoriali e dove devono essere complementari agli interventi regionali e mostrare coerenza con le necessità locali, infine è beneficiario capofila/partner di alcuni progetti, tra cui Casp-Er II(capofila Regione Emilia-Romagna), Start-Er, Resource, Icare e Futuro in Corso che guarda fino al 2021».

Sono tre i tipi di progettazione che si muovono su tre assi: asilo, rimpatrio, integrazione, e si declinano soprattutto in piani regionali di formazione civico-linguistica, piani regionali multi-azione e occupabilità. Con questi interventi si vuole arrivare a programmi di integrazione scuola, accesso ai servizi, comunicazione e valorizzazione del ruolo dei cittadini stranieri sul nostro territorio.

I numeri

Per capire qualche numero, nel solo progetto Multi-azione Casp-Er II progr.2350, a budget totale di 2.574.000 euro il numero di prese incarico entro il termine di scadenza per la sola zona di Ferrara è di 122 unità. I destinatari sono i cittadini di paesi terzi regolarmente presenti in Italia, con particolare attenzione a persone in condizioni di fragilità. Tra le tipologie di interventi attivabili ci sono la consulenza legale, quella educativa e soprattutto interventi mirati di mediazione sociale.

Il progetto è diviso in obiettivi e campi d’azione e per ognuno ci sono vari parametri da rispettare. Marzio Barbieri ha concluso dicendo: «Dobbiamo ragionare in prospettiva, tenendo conto che questi progetti sono una vera risorsa anche se faremo sempre i conti con la complessità, la complementarità e il coordinamento tra diversi enti e istituzioni; è difficile mettere assieme le varie strategie, ma questa è la sfida che ci porta al confronto e a pensare piani sempre più mirati per il futuro». —

Emanuela De Domenico

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