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JOLANDA DI SAVOIA 

Una donna minacciata col coltello dal convivente davanti ai loro tre bimbi

Una donna minacciata col coltello dal convivente davanti ai loro tre bimbi

Arrestato l’uomo, condannato nel 2018 a 7 anni e mezzo  per il reato di omicidi stradale  Il legale: «Voleva suicidarsi e non colpire i suoi familiari»

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JOLANDA DI SAVOIA. In passato aveva già una condanna a 7 anni e mezzo per omicidio stradale e denunce per reati contro le persone e stupefacenti. Ora il “curriculum” di un 45enne albanese, M.R., residente a Jolanda, si arricchisce di un nuovo arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’episodio è avvenuto domenica notte, quando i carabinieri della compagnia di Copparo, supportati da quelli della stazione di Jolanda, sono intervenuti nell’abitazione del 45enne per sedare la violenta lite fra l’uomo e la convivente, davanti agli occhi dei tre figli minorenni. L’uomo, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, stava minacciando la donna con un coltello. Una volta sul posto, i militari hanno cercato di riportarlo alla calma, ma questi ha continuato a tenere in mano il coltello, minacciando gesti autolesionistici, fintanto che i carabinieri hanno utilizzato lo spray al peperoncino, ingaggiando una colluttazione con l’uomo disarmato e i tre militari intervenuti che hanno riportato delle lievi ferite.

l’arresto

Il 45enne è stato arrestato e portato nella camera di sicurezza della compagnia di Copparo. Ieri pomeriggio si è svolto il rito direttissimo con il giudice che ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di firma, in attesa dell’udienza per decidere che tipo di condanna arriverà. Intanto, l’uomo è tornato nell’abitazione di Jolanda.

L’incidente

Il 45enne lo scorso ottobre era stato condannato a 7 anni e mezzo per il reato di omicidio stradale. Era infatti alla guida della Daewoo che il 13 aprile del 2016 a Cesta centrò in pieno la Fiat Punto della 56enne Romana Bonaccorsi, dipendente Cidas morta nell’incidente. Per l’albanese anche l’aggravante della guida in stato di ebbrezza. «Da allora non si è più ripreso - dice il suo avvocato Massimo Cipolla -, in un dramma personale che ha inevitabilmente coinvolto anche i suoi famigliari (l’uomo è in attesa dell’appello, ndr). Sta ancora cercando di trovare le risorse interne per uscire da questa situazione. Ma in quest’ultimo caso, tengo a precisare che il mio assistito non ha minacciato la convivente tantomeno i figli, bensì voleva suicidarsi, tant’è che non sono state disposte misure di allontanamento». —

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