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Bimba morì cadendo dalla finestra di casa Il pm: condannate la zia

A.M.

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CENTO. La pubblica accusa ha chiesto una condanna a nove mesi, ridotta a sei per il rito abbreviato, ma l’imputata sta già scontando una condanna ben più dolorosa e straziante dal giugno di due anni fa, quando in pochi secondi un tranquillo pomeriggio in famiglia si trasformò un una irrimediabile tragedia.

Sono le ultime fasi del processo alla zia di Hayida, la bimba pachistana di sei mesi che nel 2017 cadde dalla finestra di una palazzina di via Ugo Bassi e morì sul colpo dopo un volo di sette metri.

Al momento della tragedia in casa c’erano la mamma della piccola, la zia, e altri tre bimbi in tenerissima età, fratelli e cuginetti della vittima. La mamma stava facendo la doccia, e la zia stava allattando la sua figlia più piccola. Hayida era sul lettino, insieme agli altri bimbi. In una manciata di istanti, il gioco dei bimbi è sfociato nel dramma, sotto gli occhi impotenti della zia. Le successive indagini hanno portato all’imputazione della zia, a cui in quel momento era stata affidata la custodia dei bimbi, mentre la mamma era nel bagno. La difesa, sostenuta dall’avvocato Carlotta Gaiani, ha chiesto l’assoluzione della donna: «È stata una tragica fatalità - spiega il legale - a cui a nostro parere non si deve rispondere attribuendo una responsabilità penale. Si è trattato di un fatto imprevedibile: una mamma può immaginare tante specie di pericoli, ma non quello che è avvenuto quel giorno». Le due sorelle, che spesso si affidavano a vicenda i figli, sono rimaste unite e non c’è stata costituzione di parte civile. Repliche e sentenza a giugno. —

A.M.

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