Da Ferrara a Reggio Emilia con tre etti di droga nel corpo
Arrestate due “ovulatrici” nigeriane. Viaggiavano in treno per trasportare la coca Le due donne vivono in città ed erano utilizzate come pendolari dello spaccio
Da Ferrara a Reggio Emilia con quasi tre etti di cocaina nello stomaco e nelle parti intime.
Due ragazze nigeriane sono state arrestate lunedì dalla Squadra mobile di Reggio Emilia per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Le due insospettabili corrieri della droga viaggiavano in treno come due normali pendolari, ma con un “bagaglio” illegale del valore di 22mila euro sotto forma di 23 ovuli di cocaina che avevano ingerito o inserito nelle parti intime.
Partenza da Ferrara
Ieri nel corso dell’udienza di convalida del fermo è emerso con chiarezza che le due donne, entrambe in regola con il permesso di soggiorno, abitano a Ferrara e sono utilizzate come “ovulatrici” per trasportare la cocaina destinata allo spaccio sulla piazza reggiana, da distribuire ai pusher locali.
Josephine Idumwonyi, 27 anni, nascondeva nei genitali 12 ovuli di cocaina confezionati con il cellophane, per 136 grammi complessivi. Rachel Omoie, sua coetanea, aveva deglutito altri 11 ovuli per 139 grammi di polvere bianca.
Le sue ragazze sono apparse tranquille quando lunedì, scese dal treno, hanno trovato gli agenti della Mobile di Reggio ad attenderle in stazione.
Non hanno mostrato segnali di nervosismo, e la prima perquisizione ha dato esito negativo. Ma gli inquirenti, che avevano raccolto riscontri circa l’imminente consegna in stazione di sostanza stupefacente, hanno disposto il loro accompagnamento in ospedale, per accertamenti più approfonditi.
In ospedale
Ed è stato a quel punto che le due ragazze hanno cominciato a inquietarsi, e ne avevano ben ragione. Al Santa Maria Nuova di Reggio, alla presenza di una poliziotta, le due donne sono state sottoposte a una perquisizione corporale e a lastre ai raggi x, che hanno rilevato la presenza degli ovuli ingeriti e occultati a Ferrara per poi essere trasportati a Reggio.
Le indagini
Gli ovuli, sui quali c’erano le lettere P e PW scritte con un pennarello nero, sono stati sequestrati, insieme a tre cellulari. Le analisi di laboratorio dovranno indicare il grado di purezza della cocaina, mentre sono in corso indagini per ricostruire la filiera della droga che si ritiene opera di un sodalizio criminale ben strutturato.
Al momento dell’arresto, le due ragazze hanno fatto scena muta davanti alle domande degli inquirenti, il cui compito ora è risalire agli anelli “superiori” della catena dello spaccio, e individuare i mandanti. Nel frattempo le due donne, dopo la convalida del fermo, sono state portare nella sezione femminile del carcere di Modena. —
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