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Jolanda di Savoia 

Ok della Corte dei conti al piano di risanamento Ma quante perplessità...

La delibera di congruità chiede più rigore e controlli Scambio di accuse tra maggioranza e opposizione

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jolanda di savoia. La Corte dei Conti ha deliberato la congruità del piano di riequilibrio finanziario del Comune, adottato dal consiglio in ottobre. La valutazione di non conformità espressa dal Ministero sulla scorta delle sottolineature di “genericità e basso contenuto informativo”, è stata superata da un confronto lungo settimane con il Comune. Verifiche che non hanno convinto pienamente la Corte (nel documento si indicano “non marginali perplessità sulla possibilità che il Comune riesca effettivamente a riequilibrare la gestione economica finanziaria”) ma che si sono comunque concluse con la possibilità data all’amministrazione comunale di tentare il percorso di risanamento tracciato, a patto di muoversi con rigore e scrupolo. E con la prescrizione di potenziare i meccanismi di controllo interno.

controlli puntuali

Cruciale sarà il ruolo dell’Organo di revisione, mentre la Corte dei Conti farà verifiche semestrali sul raggiungimento degli obiettivi. Al responsabile del servizio finanziario la verifica di veridicità delle previsioni di entrata e di compatibilità delle previsioni di spesa per la salvaguardia degli equilibri finanziari. al Segretario comunale l’obbligo della successiva verifica della regolarità amministrativo-contabile.

“Il Comune dovrà attuare puntualmente la procedura deliberata, tenendo conto delle osservazioni, procedendo con assoluta regolarità e senza ritardi, onde evitare che il ricorso al piano di riequilibrio costituisca un espediente per differire nel tempo soluzioni che andrebbero invece immediatamente attuate a tutela delle finanze pubbliche”: le ultime parole prima della pronuncia del verdetto di congruità suonano come un monito senza ulteriore appello. Si vedrà. Intanto, nel rush finale della campagna elettorale, l’amministrazione incassa l’aver scongiurato il commissariamento.

BOTTA E RISPOSTA

Ma l’opposizione incalza: «Sinceramente si fatica a cogliere i motivi di vanto in questo atto: sui cittadini pesa un buco di 2.854.589,12 euro». Il commento alle 91 pagine arriva dalla capogruppo Elisabetta Pezzoli che sottolinea aspetti politici e ricadute sui concittadini. A partire da quel passaggio in cui la Corte precisa che il Comune è “tenuto ad assicurare, con i proventi della relativa tariffa, la copertura integrale dei costi della gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani e del servizio acquedotto”, chiosando sull’onere per le famiglie.

«La Corte dei conti – continua Pezzoli – potrà comunque dichiarare il dissesto nei prossimi mesi. Ci tengo a sottolineare che la stessa Sezione “oltre che per eventuali danni erariali che potrebbero riverberarsi sull’Ente”, fa riferimento al fatto che in determinate circostanze potrebbe configurarsi la responsabilità di coloro che hanno sottoscritto i contratti amministrativi, e di coloro che vi hanno consentito firmando i mandati di spesa, ma anche “del Sindaco (che a più riprese nelle audizioni ha fatto cenno ai contenuti specifici della convenzione)” e pure “dello stesso Segretario comunale che, nonostante il contenuto precettivo della norma, ha consentito la conclusione del contratto in forma irrituale, accettandone la eventuale nullità, e ha autenticato la copia dei contratti».

La sindaca sceglie l’arma dell’ironia: «Chi sperava che il Comune venisse commissariato deve trovarsi un altro passatempo». E ancora: «L’opposizione cominci a proporre e la smetta di denunciare e mandare la Finanza a chi sta migliorando il futuro del paese. I roblemi di Jolanda hanno un solo nome: Unione terre e fiumi. L’opposizione ci dica chiaramente se vi vuole tornare, se dobbiamo diventare frazione di Copparo. Noi intanto lavoriamo per servizi economici e rispettosi della dignità. —

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