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Palazzo dei Diamanti Prima bocciatura del Tar per il Comune

Stefano Ciervo

I giudici amministrativi non

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Il Tar di Bologna ha bocciato la richiesta di sospensiva del Comune contro la mancata autorizzazione del Ministero dei Beni culturali al progetto di ampliamento di Palazzo dei Diamanti. Si tratta della parte di progetto che riguarda la costruzione di un nuovo padiglione nel giardino del palazzo, al centro della controversia innescata da Vittorio Sgarbi, e vietata da un atto d’indirizzo del gennaio scorso del direttore centrale del Mibac, Gino Famiglietti. È stato lo stesso ministero a darne notizia, «i giudici amministrativi hanno confermato di fatto il buon operato del ministero».

La prima parte

La sentenza di cui si è avuto notizia ieri è in realtà la prima parte del giudizio sull’istanza del Comune, che dovrà essere anche valutata nel merito, nei prossimi mesi. Il Comune nel frattempo aveva già bloccato la parte del progetto relativa all’ampliamento, concentrandosi sulla seconda parte, che prevede interventi sui volumi già esistenti per bar, servizi ecc. Il motivo della richiesta di sospensiva era quindi da ricercare nella volontà del Comune di tastare il polso dei giudizi amministrativi, per tarare le proprie mosse in ottica gestione dei fondi nazionali. C’erano infatti 3,5 milioni di euro del Ducato Estense legati proprio alla costruzione del nuovo padiglione, e in caso di conferma della bocciatura questi soldi andranno indirizzati velocemente su altre poste del progetto, per non correre il rischio di perderli.

Il diniego del Mibac era infatti somministrato sotto forma di «sospensione della valutazione» demandata al Comitato scientifico ministeriale, del quale è incerta perfino la data di convocazione.

la seconda parte

La parte di merito del pronunciamento, che a questo punto è rinviata a dopo l’estate, dovrà appunto approfondire tutti gli aspetti della questione, cioè la questione procedurale (il Comune obiettiva che l’atto di sospensione era arrivato oltre la scadenza del termine del silenzio-assenso) e soprattutto la sostanza. Nel ricorso venivano infatti contestati la necessità e l’urgenza dell’avocazione a Roma della decisione, presa appunto da Famiglietti in luogo della dirigente regionale, e l’eccesso di potere ministeriale. Tra le soluzioni alternative proposte dal Mibac vi era quella «assolutamente non percorribile» secondo Palazzo Municipale, del tunnel al posto dell’attuale passerella, e il provvedimento entrava nel merito delle scelte comunali, come lo sviluppo del Quadrivio rossettiano per ampliare gli spazi dedicati alle mostre, in alternativa appunto ai Diamanti.

Il pronunciamento del Tar sulla sospensiva risale all’8 maggio, è quindi presumibile che l’amministrazione comunale stia già valutando come proseguire sul progetto tenendo conto di questo orientamento. —

Stefano Ciervo

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