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Ferrara

giornata mondiale contro l’omofobia 

Diritti alla comunità Lgbti Cinque candidati firmano

Giovanna Corrieri
Diritti alla comunità Lgbti Cinque candidati firmano

Tre forfait al dibattito, toni diversi tra i presenti. Arcigay: spogliatoi con docce chiuse 

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Vogliono che Ferrara continui ad essere una città accogliente e inclusiva le associazioni Lgbti+ che ieri, in occasione della Giornata Mondiale contro l’omofobia festeggiata in centro, hanno chiesto ai candidati sindaco di sottoscrivere il manifesto politico con proposte concrete riguardanti la comunità. E sul documento mancano ormai solo le firme degli assenti, quella di Giorgio Massini (trattenuto in ospedale), di Francesco Rendine e di Alan Fabbri, che ha dichiarato di non partecipare più a dibattiti da lunedì scorso (e gli organizzatori non hanno accettato “rimpiazzi”). Quest’ultimo non ha però dimenticato la ricorrenza e, proprio ieri, scriveva sui social: «Credo che ognuno abbia il diritto sacrosanto di essere se stesso e di amare chi vuole».

i presenti rispondono

Dai presenti invece Manuela Macario (Arcigay) ha voluto sapere quali azioni metteranno in campo per la comunità Lgbti. «Nel nostro programma – ha detto Andrea Firrincieli (InnovaFe) – al centro c’è la persona, senza categorie o etichette, le persone che devono liberamente agire senza timore di nulla, perché anche questa è la sicurezza e non solo quella tanto chiacchierata su certe zone della città». Tommaso Mantovani (M5s) è per una città senza emarginazioni, «siamo per l’inclusione – ha ricordato – e per l’unione delle differenze e per realizzarle bisogna puntare sull’educazione fin dalla più giovane età». Ha annunciato poi per primo e con convinzione la sottoscrizione del manifesto Aldo Modonesi (centrosinistra): «le cose che sono scritte qua sono quelle che in questa amministrazione abbiamo cominciato a realizzare insieme – ha detto – e che bisogna proseguire e rafforzare a partire dalla formazione degli insegnanti, perché possano affrontare al meglio casi di bullismo e per affiancarli nel rapportarsi al meglio con le famiglie arcobaleno». Concorde anche Roberta Fusari (Azione Civica): «Tanto è stato fatto ma tantissimo c’è ancora da fare, soprattutto a livello legislativo visto che oggi facciamo unioni ma non matrimoni. E – ha aggiunto – nel nostro programma c’è l’attenzione per le diverse famiglie». Anche Alberto Bova (Italia in Comune) punta sulla formazione: «Bisogna educare i bambini ad accettare le diversità e ad avere rispetto».

le proposte

Fra le proposte del manifesto sottoscritto dai candidati, corsi di formazione rivolti agli insegnanti, che si continui il percorso di riconoscimento anagrafico dei figli nati da coppie omogenitoriali e, ancora, che allarghi il tavolo per il contrasto all’omotransnegatività. «I tavoli sono necessari e devono trovare risorse» ha sottolineato Modonesi ma, per Firrincieli, «devono però essere produttivi e bisogna verificare che le proposte vengano poi messe in pratica».

Concordi poi tutti sulla necessità di proseguire il lavoro del Tavolo Hiv, e di stimolare le società sportive a dotarsi di un codice etico di lotta alla discriminazione, «questo codice - ha aggiunto Macario - anche come elemento di punteggio nei bandi di assegnazione di strutture sportive e progetti».

Inoltre, chiedono le associazioni Lgbti+, si creino ambienti per la privacy in spogliatoi e docce chiuse per motivi legati alla propria identità di genere. –

Giovanna Corrieri

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