Spiaggia ed erosione. L’ira dei balneari: i lavori non iniziano ma così ci rovinano
Gli operatori: «La prossima settimana inizia la stagione e noi non possiamo nemmeno piantare gli ombrelloni»
LIDI. «È uno scandalo, una follia. Non abbiamo più parole per descrivere quello che stiamo vivendo sulla nostra pelle. Si devono vergognare, tutti». È un fiume in piena Umberto Cimatti, il titolare dello stabilimento balneare Ipanema a Lido di Volano. La Regione Emilia Romagna ha fatto slittare ancora la data di inizio lavori per il ripascimento delle spiagge e i titolari dei Bagni sono esasperati. «Non solo non possiamo nemmeno iniziare a sistemare la spiaggia, ma avremo il cantiere aperto proprio ad inizio stagione. E non per colpa del mare e del meteo o cosa altro. No, tutto è legato a burocrazia e leggi che penalizzano solo chi lavora. Per non aggiungere altro.
I lavori. Il litorale a Lido Volano, come a sud di Lido di Spina e ai Lidi Scacchi e Nazioni non esiste quasi più. Il mare ha spazzato via tutto e per quanto questo non sia stato un inverno con mareggiate particolarmente forti, il non essere intervenuti nei tempi stabiliti ha peggiorato una situazione sicuramente già precaria. «Dalla Regione mille promesse – si fa portavoce il presidente della cooperativa stabilimenti balneari di Lido Volano Luca Callegarini – ma ancora nulla si è visto. Adesso i tecnici hanno assicurato che partiranno martedì, quando già in questa settimana i camion avrebbero dovuto portare la sabbia. I gestori sono fermi, alcuni non possono nemmeno piantare gli ombrelloni».
Per salvare il salvabile, è stato chiesto di lavorare dal lunedì al venerdì e di lasciare libero l’ingresso in spiaggia nei fine settimana. Ma cosa è successo questa volta? A quanto pare la ditta che si era aggiudicata l’appalto sarebbe fallita e si è dovuto quindi ricominciare. «Sai che novità – va avanti Cimatti – A noi frega poco di queste cose, se la Regione indica dei tempi li deve rispettare perché dobbiamo lavorare, noi. Ricordo che paghiamo circa 16mila euro all’anno al Demanio e ricordo anche che proprio perché il suolo non è nostro abbiamo le mani legate. Così siamo a fine maggio e guardiamo il mare con le mani incrociate».
Il sindaco. Il sindaco di Comacchio Marco Fabbri non ci sta. «Hanno ragione, tutti. I tempi non sono stati rispettati, i tecnici e l’assessore sono venuti diverse volte qui al mare ad incontrare gli operatori spiegando e rassicurando. Il risultato? È sotto gli occhi di tutti». E aggiunge, «Tutte le volte vengono indicate delle scadenze che poi, per svariati motivi, slittano. Forse è il caso che qualcuno da Bologna torni sui Lidi e spieghi a questa gente perché non può dare il via alla stagione».
L’ordinanza. L’attività balneare (quella che richiede la presenza del servizio di salvamento) inizia l’ultimo weekend di maggio (25 maggio), «questo significa che dalla prossima settimana dobbiamo garantire anche bagnini - vanno avanti da Volano - peccato che non ci sia lo spazio nemmeno per mettere le torrette. La verità è una sola: a nessuno importa nulla. Sanno solo parlare bene, tutti». —
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