Sempre più patenti sospese per guida in stato di ebbrezza
«Prima di mettersi al volante, purtroppo si beve troppo. I casi più numerosi di sospensioni delle patenti hanno come prima causa la guida sotto l’influenza dell’alcol e guida in stato di alterazione sotto l’effetto di sostanze stupefacenti», fa sapere Mauro Sorbi, Presidente dell’Osservatorio regionale per la sicurezza stradale.
I dati registrano nel Ferrarese un aumento nella sospensione delle patenti di guida per l’alcol e un calo considerevole di sospensioni per mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, uso del telefonino e non rispetto della segnaletica stradale, compreso il passaggio con il semaforo rosso, anche se in questi casi la sospensione avviene solamente alla seconda contestazione nell’arco del biennio.
Un dato preoccupante si registra anche per le violazioni in merito al controllo dei dati del cronotachigrafo, obbligatorio per i mezzi pesanti con molti i casi di non rispetto dei tempi di guida e riposo. Anche se in lieve calo si registrano ancora delle sospensioni legate al “contromano” in prossimità di curve o dossi, oppure quando la circolazione avvenga nella carreggiata dell’opposto senso di marcia quando la strada sia con due carreggiate separate, come ad esempio nel caso della Ferrara-Lidi.
«Apprezziamo l’impegno profuso da tutte le forze dell’ordine - prosegue Sorbi - perché svolgono il proprio compito in modo sia educativo che sanzionatorio».
Molti i rischi legati all’imprudenza alla guida, spesso sottovalutati dai conducenti e sempre più legati alla distrazione alla guida. Aspetti che dovrebbero entrare nella cultura di ogni automobilista, anche per l’elevato costo sociale dell’incidentalità stradale, che nella provincia di Ferrara si attesta a 124.790.553 euro nel 2017 (ultimo dato Istat disponibile).
«La vera soluzione sarebbe un cambio di cultura che ci facesse prendere coscienza dell’ inciviltà nel non rispettare il Codice della Strada, anche perché vorremmo sempre avere ragione a seconda del ruolo di utente della strada che impersoniamo in quel momento e non capiamo che la strada è uno spazio pubblico condiviso» conclude il Presidente. Il tutto con la speranza di avvicinarsi il più possibile all’obiettivo Ue di dimezzare il numero dei morti sulle strade a fine 2020. —
Stefano Balboni
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