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Zingaretti arringa Ferrara «Il risveglio riparta da qui»

A.M.
Zingaretti arringa Ferrara «Il risveglio riparta da qui»

Il segretario nazionale Dem ieri al Quadrifoglio per la volata a Modonesi «In undici mesi questo governo ha sfasciato il Paese: fermiamolo»

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La settimana che ci separa dalle elezioni va «combattuta giorno su giorno», recuperando «coloro che la paura del futuro ha reso fragili e la fragilità ha fatto diventare preda del populismo».

Dal palco del centro sociale Il Quadrifoglio il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti lancia la volata al candidato sindaco Aldo Modonesi, puntando sugli indecisi e anche su coloro «che il 4 marzo hanno votato per questo governo che in undici mesi ha sfasciato l’Italia».

Strigliata ai 5Stelle

Il Paese si è fermato, perché «se un governo non ha un orizzonte, l’economia si arresta. La destra ha chiesto voti sui problemi, senza risolverli. Da quando è al governo non un solo indice sull’andamento dell’economia e del lavoro è migliorato, anzi, la richiesta di cassa disoccupazione a zero ore è salita del 25%, e la crescita italiana è passata da 1,7 a zero. Questo è un governo dell’odio e del nazionalismo: l’odio non ha mai generato sviluppo, e i nazionalismi sappiamo bene a cosa portano». Al contrario, «serve un’Europa forte, che noi vogliamo migliorare e non smantellare. Perché nessun Paese da solo può farcela».

Ai Cinquestelle il leader Dem non risparmia rimproveri che suonano al tempo stesso come un invito a “ravvedersi”. «Comodo per Di Maio litigare tutti i giorni con Salvini e poi tenere al Viminale uno che flirta con i neonazisti di Casapound e che proporio oggi voleva aveva accanto a sé sul palco di Milano i vicecancelliere austriaco Strache costretto a dimettersi per una vicenda di fondi neri e rapporti con i russi».

Dal 4 marzo a oggi, è convinto Zingaretti, molte cose sono cambiate: «Ci davano per spacciati, ci volevano sciogliere, ma abbiamo rialzato la testa con il milione e seicentomila persone che hanno votato alle primarie», continua il segretario invitando tutti a «non avere paura e non fidarsi dei sondaggi, perché la storia la dobbiamo ancora scrivere, e la si scrive combattendo, come sta facendo Aldo Modonesi.

L’appello

Da parte sua, il candidato sindaco non risparmia attacchi agli avversari («dal 14 aprile a oggi Alan Fabbri ha saltato otto confronti pubblici su tredici, perché sapeva che una volta esauriti gli slogan sarebbe emerso il vuoto della sua proposta. La democrazia è confronto, e se un candidato lo evita lo farà anche da sindaco») e arringa l’elettorato affinché «Ferrara non venga contagiata da questa destra, ma che sia al contrario una delle città da cui riparte il risveglio collettivo».

Si deve ripartire anche dai propri errori, come sottolinea Elisabetta Gualmini, candidata al Parlamento Europeo nella Circoscrizione Nord-Est. Quello del centrosinistra è stato «lasciare i temi della redistribuzione e della protezione sociale agli altri partiti». «Agli slogan e ai selfie risponderemo con politiche concrete - conclude Zingaretti - A cominciare dal diritto all’istruzione: «Dall’asilo all’università, le famiglie con reddito medio-basso non dovranno spendere un cent per mandare a scuola i propri figli».—

A.M.

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