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il traguardo Ado

Casa del sollievo, l’apertura. I primi pazienti in autunno

Margherita Goberti
Casa del sollievo, l’apertura. I primi pazienti in autunno

Inaugurata la struttura di via Chailly. Venti stanze per oncologici e i malati di Sla e le loro famiglie

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FERRARA. La Casa del sollievo di via Chailly è terminata; l’urbanizzazione del terreno si fece nell’estate 2015, un anno dopo la posa della prima pietra.

Primi pazienti

In autunno potranno entrare i primi pazienti, 15 saranno trasferiti dall’Hospice che la presidente Ado Daniela Furiani sta pensando di trasformare in una Casa per anziani e 5 stanze saranno riservate ai malati di Sla. All’inaugurazione ufficiale ieri il sindaco Tiziano Tagliani ha ringraziato il mondo del volontariato, le famiglie che stanno vicino ai propri cari e la Fondazione Ado che in questa realizzazione ha superato se stessa.

Fra le centinaia di visitatori c’erano anche i consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Paolo Calvano. Tre stanze sono già arredate grazie alla Malvastio di Villanova Campo S.Pietro di Padova che ha voluto fornire i mobili a prezzo di fabbrica mentre l’imprenditore Lorenzo Manoni ha offerto il concerto con il soprano Jeva Manoni e il chitarrista Agostino Maiurano.

Venti stanze

Non ha voluto mancare il segretario nazionale Aisla onlus di Milano Maurizio Colombo che ha definito la Casa del sollievo un’eccellenza per la possibilità totale di assistenza al malato, (circa 6.000 in Italia) da portare a esempio. «Abbiamo in atto il progetto di stendere un registro nazionale – ha annunciato – per avere i dati sui reali numeri di pazienti e sulle strutture disponibili a ospitarli».

Fautore del progetto di tutta la Casa è stato Paolo Grazzi, giustamente soddisfatto di aver fatto un’opera unica per i servizi che offre, costata fra gli 8 e i 9 milioni di euro. Comprende oltre alle 20 stanze con giardino individuale che ospiteranno un paziente e un famigliare, 4 ambulatori, altrettanti mini appartamenti, un ristorante, una pizzeria, una chiesetta, la parte amministrativa, una sala ricreativa con biblioteca, la palestra, tutti intorno allo spazio verde, vero cuore della Casa. Mancano il Teatro per ora congelato come progetto e la piazza che sarà l’ingresso aperto alla città come molti servizi, ma chi conosce Daniela sa che farà di tutto per completare l’opera. —

Margherita Goberti

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