Farmacia ospedaliera Una paziente esasperata «Code e attese infinite»
La testimonianza: c’è chi rinuncia e se ne va
IL CASO
Un’ora e venti minuti di attesa per ritirare i farmaci ospedalieri alla farmacia del vecchio Sant’Anna di corso Giovecca.
È una testimonianza, l’ennesima, dei disagi vissuti dai pazienti e dai loro famigliari da quando l’orario di apertura è stato ridotto fino alle 14, un provvedimento adottato dal luglio scorso proprio per consentire i lavori necessari al trasloco del servizio all’ex pronto soccorso del Sant’Anna. Nel frattempo gli utenti sono costretti a snervanti code, come racconta la nostra lettrice che ha provveduto a inoltrare la segnalazione all’Asl e all’Urp dell’azienda ospedaliera, con l’aggravante degli spazi esigui che costringono spesso ad aspettare il turno all’esterno, con conseguenze immaginabili in caso di maltempo.
«Da quando l’orario è stato ridotto, si verificano attese lunghissime, anche di due ore e mezza, mentre prima l’attesa era al massimo di mezz’ora, con grande disagio per anziani e persone che lavorano o devono accudire chi sta male e ha bisogno dei farmaci».
Nello specifico, la signora riferisce di aver fatto vari tentativi conclusi tutti con una rinuncia a fronte di una fila chilometrica, per poi tornare venerdì 10 maggio con la speranza di essere più fortunata presentandosi a ridosso del termine utile per prendere il numero.
E invece «ho preso il biglietto alle 13.54, ma purtroppo c’erano venti persone in coda. In attesa con me c’era un signore anziano che è entrato alle 14.30 dopo aver fatto due ore e mezza di fila. Il mio numero è stato chiamato alle 15.16 e sono stata fortunata perché molte persone che erano prima di me si sono arrese e se ne sono andate». Per chi vive in città, sottolinea la signora, risulta molto più comodo rivolgersi al vecchio Sant’Anna anziché andare fino a Cona, salvo poi dover affrontare una piccola grande odissea.
La testimonianza si conclude con l’invito ad ampliare l’orario o fornire la possibilità di poter ritirare i farmaci presso le farmacie di quartiere. E in realtà una soluzione, in questo senso, è in via di realizzazione attraverso un protocollo tra Regione, Federfarma e Assofarm che consentirà, a partire da giugno, di potenziare il numero di medicinali che si potranno ritirare in farmacia. In attesa inoltre che si completino i lavori per collocare il servizio di distribuzione nei locali più ampi dell’ex pronto soccorso, e ovviare a una situazione ormai insostenibile. —
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