Municipio: in scadenza tutti gli incarichi ma ribaltoni complicati
Vincoli giuridici e opportunità operative vanno osservati. Il direttore-sindacalista: funzioni delicate da tener coperte
FERRARA. Cresce la fibrillazione, nei piani alti di Palazzo Municipale, con l’avvicinarsi del 26 maggio e la possibilità di un ribaltone storico al governo di Ferrara. C’è chi racconta di incontri tra dirigenti per capire i termini dei contratti e degli incarichi, e cercare di fiutare l’aria che tira. In realtà lo scenario di rivoluzioni epocali e a breve termine, in caso di sconfitta del centrosinistra alle urne, sembra poco credibile, per via della scarsa incidenza di quota cento ai vertici di Palazzo Municipale, e dell’intreccio di vincoli giuridici, condizioni contrattuali e anche consuetudini amministrative che suggeriscono un approccio prudente o comunque graduale. «Funzioni delicate come il Ragioniere capo o l’Ingegnere capo non è il caso che vengano lasciate scoperte anche per poco tempo - spiega Aldino Bottura, in staff nella Direzione tecnica e rappresentante sindacale - E poi certe figure tecniche non possono essere spostati dai Lavori pubblici piuttosto che dall’Urbanistica, anche se negli anni vi sono stati casi, ad esempio nel Comune di Modena, di nomina alle Attività produttive di un architetto».
Nessun fiduciario
Un punto da evidenziare è che dei tre tipi d’incarico dirigenziale a disposizione, Tiziano Tagliani ha scelto di non utilizzare quello più discutibile, cioè l’art. 90 del Testo unico enti locali che permette le nomine fiduciarie del sindaco. Nemmeno il capo di gabinetto, che è in sostanza il capo della segreteria del sindaco, Giovanni Lenzerini, è arrivato a Palazzo Municipale dalla Holding Ferrara servizi con questo strumento, ma risulta in carico in base all’art. 110, a seguito di selezione pubblica.
Tutti gli incarichi dirigenziali ex art. 100 sono in scadenza il 30 giugno, per consentire al nuovo sindaco di guardarsi intorno prima di decidere. Si tratta di un numero limitato, una decina di casi, che dirigono però strutture e servizi di primaria importanza e delicatezza. Si parla, ad esempio, del comandante della Polizia locale, Laura Trentini, e della dirigente delle Gallerie d’arte moderna, Luisa Pacelli. Possono essere citati entrambi i dirigenti dell’Istituzione scuola, Mauro Vecchi e Donatella Mauro, o il responsabile della Pianificazione territoriale, Davide Tumiati. Tutti, ad eccezione di Tumiati, sono anche dipendenti comunali, quindi in caso il nuovo sindaco decidesse di non rinnovare l’incarico resterebbero con altre mansioni a Palazzo Municipale.
A concorso
La maggioranza dei dirigenti comunali è però di ruolo, quindi è entrato attraverso un concorso e quella condizione giuridica con annesso stipendio non può levargliela nessuno. L’incarico operativo è invece revocabile da parte del sindaco, sulla base di rilievi sul comportamento o di mancato raggiungimento degli obiettivi. Di fatto anche questi incarichi sono a disposizione del sindaco. Sono in questa condizione tra gli altri il direttore tecnico Fulvio Rossi, il responsabile personale Moreno Tommasini, l’ingegnere capo Luca Capozzi, il ragioniere capo Piera Pellegrini, il responsabile del Servizio ufficio di piano Antonio Barillari, quelli del Servizio ambiente Alessio Stabellini e dei Servizi affari legali, Edoardo Nannetti; la numero uno dei Sistemi informativi, Lucia Bergamini.
Situazione particolare per il segretario generale Ornella Cavallari: se il sindaco decidesse per un cambio, dovrebbe passare per un bando pubblico attraverso una specifica procedura ministeriale.
Saluti per pochi
Movimenti volontari se ne vedono pochi, perché si possono ipotizzare solo tre-quattro pensionamenti nella prima parte della consiliatura. È già uscito nelle scorse settimane, direzione Regione con mobilità esterna, il dirigente informatico Fabio De Luigi. —
S.C.
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