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Resposabile banca dati Registri del cancro 

Ferretti (Unife): i tumori al polmone e al colon i più diffusi ma prevenibili

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FERRARA. Stefano Ferretti, ricercatore Unife, è responsabile scientifico della Banca dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori. La sua attività in questo campo copre un arco di oltre 20 anni.

Professor Ferretti, l’indice della salute elaborato dal “Sole 24 Ore” ci colloca alla 103ª posizione sulle 107 province italiane monitorate per tasso di mortalità per tumore. Si possono individuare i motivi del posto occupato in fondo alla classe?

«L’indice sintetizza i dati di 5 anni e riporta solo il numero dei morti per 1000 abitanti. Non essendo standardizzato per età confronta quindi si tuazioni disomogenee riscontrate sul territorio nazionale e inevitabilmente è condizionato dalla composizione della popolazione. In pratica può essere alterato dalla presenza di un’ampia fascia di popolazione anziana (Ferrara ha un tasso molto elevato di cittadini ultra 60enni, ndr)».

La sua conoscenza dei dati anche nazionali tratti attraverso i Registri Tumori potrebbe aiutarla a fornire una possibile spiegazione?

«Sarebbe un azzardo, perché una classifica che riunisce tutti i tumori ha poco senso. Sarebbe più corretto focalizzare l’attenzione sui tumori prevenibili, dati che non compaiono nelle tabelle pubblicate dal quotidiano».

Cosa emerge comunque dall’attività di approfondimento del Registro locale?

«Che qui c’è un’alta incidenza del tumore al polmone strettamente correlato al fumo di sigaretta più che ad altri fattori come l’inquinamento atmosferico. E che l’alto tasso di tumori al colon-retto sconta in questo territorio una scarsa adesione allo screening (50%). Eppure sarebbe facilmente prevenibile, come quello alla cervice uterina che ormai è divenuto una rarità». —

Gioele Caccia

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