Migranti, il Prefetto ci riprova Offre alle coop più flessibilità
La Prefettura ora stringe i tempi per coprire i posti mancanti dell’accoglienza richiedenti asilo, quasi tutti 1.000 del fabbisogno potenziale considerato che ne sono stati finora reperiti solo 40, e tira una riga al 31 maggio. Entro quella data, infatti, coop sociali, onlus e «altri organismi che abbiano nei propri fini istituzionali quello di operare in un settore pertinente con i servizi di assistenza e accoglienza alla persona», potranno rispondere all’avviso esplorativo pubblicato ieri dalla rappresentanza di governo. Il vantaggio di questa procedura negoziata, rispetto al bando andato pressoché deserto, è una maggiore libertà nelle offerte e quindi nella gestione dei Cas, «purché queste non siano sostanziali e non riguardino aumenti dei prezzi»: sembra un passo nella direzione indicata dal sistema Ferrara, che aveva indicato non nel prezzo ma nell’attività limitata alla sola custodia il disincentivo a rinnovare la disponibilità.
le condizioni
Il prezzo in effetti è praticamente lo stesso del bando, cioè 18 euro al giorno per migrante più kit, scheda telefonica (unica novità apparente) e pocket money inserito nell’offerta, per arrivare a 21,35 euro al giorno per ogni ospite. Le condizioni da capitolato, poi, sono la fotocopia di quelle del bando, e replicano quindi la drastica riduzione dei servizi richiesti ai gestori dei Cas, a partire da quelli di assistenza giuridica passando per i corsi di formazione e gran parte di quelli di lingua. Restano anche le pratiche più indigeste a coop e onlus ferraresi, come il divieto per i migranti di prepararsi il cibo da soli o il badge individuale con “tornelli”, salvo «espressa autorizzazione della Prefettura»: in appartamenti o case di piccole dimensioni come sono la totalità dei Cas ferraresi, una volta chiuso l’hub di Pontelagoscuro, si tratta di condizioni difficilmente applicabili.
lo spiraglio
Ciò che potrebbe far cambiare idea al sistema Ferrara, e indurlo ad aderire a questa manifestazione d’interesse è quindi la fase di espletamento della procedura negoziata, quando «potranno essere prodotte offerte contenenti anche eventuali modifiche alle condizioni iniziali del capitolato di gara», anche se bisognerà vedere quanta flessibilità potrà iniettare la Prefettura per infrangere il divieto alle modifiche «non sostanziali».
Va ricordato che al bando pubblico da quasi 16 milioni di euro in due anni ha visto l’adesione della sola coop veneta Un mondo di gioia, che ha messo a disposizione 40 posti. I richiedenti asilo presenti in provincia sono circa 700. —
S.C.
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