Restauro Duomo Tempi più lunghi del previsto per la riapertura
L’obiettivo è creare un cantiere con una fruizione parziale Per campanile, protiro e facciata servono ancora due anni
La cattedrale di Ferrara è una paziente molto speciale, per questo ha bisogno di cure specifiche e interventi mirati. Si racchiude in queste parole l’esito della visita fatta ieri mattina al cantiere della cattedrale a 7 anni esatti dal sisma del 2012 per capire a che punto stanno i lavori di messa in sicurezza dei pilastri.
Tempi lunghi
I tempi per riaprire la chiesa completamente sono ancora lunghi, ma don Stefano Zanella, Direttore Ufficio Tecnico Amministrativo dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, è ottimista nel dire che tra qualche tempo, con le dovute cautele, potrebbe essere restituita parzialmente ai fedeli nelle zone non interessate dal cantiere. Quest’ultimo rappresenta uno studio sulle varie sedimentazioni di stili che si sono avvicendate negli anni. Come ha spiegato l’architetto Irene Rossi, specialista in restauro della ditta “Leonardo” che sta eseguendo il consolidamento, «abbiamo iniziato i lavori dal pilastro B4 che sembrava quello che avesse risentito maggiormente del sisma, ma abbiamo scoperto che all’interno non era danneggiato così come si pensava, mentre procedendo con lo studio del secondo pilastro, l’A6, abbiamo trovato una situazione molto diversa».
Vari stili
Questo perché la cattedrale di San Giorgio fonde vari stili dal medievale al barocco ed è evidente che gli interventi dovranno essere calibrati, perché ogni elemento ha una sua struttura, ha materiali diversi e reagisce in modo differente alle varie sollecitazioni. Una somma di costruzioni che ha creato alla fine molti più problemi di stabilità in caso di terremoto rispetto alla struttura originale che aveva resistito anche al grande terremoto del 1570.
Cantiere aperto
Il cantiere conoscitivo serviva perché in realtà nessuno era mai andato “dentro” l’anima delle colonne. Non è escluso che a breve possa essere realizzato un “cantiere aperto”, per far sì «che non ci sia la distanza tra una porta chiusa, una facciata coperta e la gente». Don Zanella ha poi sottolineato che si lavora a fianco della Regione e della Soprintendenza, sempre molto disponibili a ogni richiesta, e ha voluto ringraziare il Comune per la sensibilità e l’attenzione a ogni singolo passo di questi mesi. Si lavorerà alacremente anche per la riapertura di campanile, protiro e facciata; sulle tempistiche non ci si sbilancia, ma non prima di almeno 2 anni.
Campanile
Accantonato al momento il progetto di costruire un ascensore per rendere fruibili anche ai turisti il campanile lo staff di don Zanella sta studiando il modo di poter accedere alla sommità della torre campanaria per via interna, con una nuova scala, meno acrobatica di quella attualmente esistente. Il monumento sarà messo in sicurezza per evitare lo stacco di frammenti dall’alto.
Riapertura
Il duomo, chiuso al pubblico dallo scorso 4 marzo, potrebbe quindi anche non riaprire il prossimo a Natale.—
Emanuela De Domenico
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