Salgono gli studenti in trasferta Dilemma scuola per i candidati
Sempre più alunni del paese scelgono di iscriversi ad Ariano Polesine Ex consigliere pone il problema. Gli aspiranti sindaco: va migliorata l’offerta
SERRAVALLE. È tornato d’attualità in questi giorni il fatto che sono molti, circa 15, gli alunni di medie ed elementari che si recano a scuola nella vicina Ariano Polesine, scelta maturata all’inizio dell’anno scolastico 2017-2018, dopo che sono state chiuse anche le elementari (ora è rimasta solo la materna statale). E le prospettive sono che per il prossimo anno scolastico i numeri aumenteranno ancora, perché da Ariano arrivano buone proposte formative e, soprattutto, molta disponibilità. E così, dopo la raccolta di firme unanime di tutto il paese per non far chiudere le scuole, ora l’indirizzo verso la scuola di Berra si è sovvertito, anche se non tutti la pensano in questo modo. Quasi un paradosso ma che così non è, come spiega uno dei genitori degli alunni che vanno ad Ariano. «Non volevo mandare mio figlio ad Ariano – è il commento laconico –, ma dopo l’incontro avuto con il sindaco di Ariano non ho avuto più dubbi. Siamo davanti a una scuola e un sistema nettamente superiori al nostro. Basti pensare che, nonostante si utilizzi la corriera di linea, i tempi sono ridotti. Insomma, l’indirizzo è certamente questo».
la domanda
A tal proposito Leonardo Peverati, ex consigliere comunale e fra i promotori della petizione, in questi giorni ha proposto pubblicamente alcune domande ai candidati sindaco a Riva del Po: «Premesso, per vostra informazione, che diverse famiglie con bambini e ragazzi in età scolare, da almeno due anni, hanno deciso di avvalersi per i propri figli del servizio scolastico della vicina Ariano nel Polesine e che l’amministrazione comunale di Berra era contraria a concedere il nulla osta a che il servizio di trasporto scolastico arianese potesse arrivare fino alla nostra frazione, chiedo, come ormai parecchie famiglie interessate chiedono, se sia vostra volontà o meno, concedere tale opportunità in caso siate chiamati a decidere. Le polemiche al proposito del problema scuola nell’ex Comune di Berra possono essere ancora tante, ma non è di questo che si sta parlando e chi ha bisogno di servizi non vuol chiacchiere».
i candidati
La prima risposta è arrivata da Daniela Simoni (Gente di Riva del Po): «Il quesito è di estrema delicatezza e complessità: l’esodo dei ragazzi in età scolare è da sempre causa di impoverimento delle piccole comunità, che possono vedersi chiudere una classe o un intero plesso per mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti. Io e il mio gruppo abbiamo deciso di mettere fra le priorità urgenti della nostra attività amministrativa proprio la scuola ed i servizi collegati».
Marianna Lucchin (centrodestra): «Certo che chiudere una scuola per mancanza di iscrizioni non è la cosa migliore per un Comune, ma non ci si è mai chiesto perché le persone decidono di portare altrove i propri figli. Non prometto miracoli ma il mio impegno è quello di sostenere e aiutare le famiglie investendo in primis sulla scuola, perché i servizi li dobbiamo avere nel territorio, non si deve cercarli altrove».
Serena Occhi «Futuro eco-compatibile): «Il problema non ci è ancora stato posto ma abbiamo vissuto un’esperienza simile anche a Ro. È legittimo che i genitori portino i figli dove vogliono, ma se la motivazione è didattica, si può pensare di avere nelle nostre scuole ciò che manca». Mancano Zamboni e Felisati ma il problema è sentito da tutti. —
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