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Un marchio per tutelare i prodotti del territorio

Piergiorgio Felletti
Un marchio per tutelare i prodotti del territorio

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MASSENZATICA. “Terre Pomposiane-Coltiviamo una bella storia”, è la componente descrittiva del marchio di territorio, presentato ufficialmente ieri nella sede del Consorzio uomini di Massenzatica (Cum).

Un marchio identitario che consenta non solo di tutelare e promuovere le produzioni agricole tipiche, in particolare radicchio e zucca, ma di qualificare questa parte di territorio, anche attraverso altri futuri interventi di filiera per la trasformazione dei prodotti nonché per il turismo. Di questo si è parlato nel corso di un incontro, promosso dal Cum con il presidente, Carlo Ragazzi e la partecipazione di Barbara Paron, presidente della Provincia; Gloria Minarelli, agronomo consulente del Cum; i docenti universitari UniFe, Vincenzo Brandolini ed Annalisa Maietti oltre a Tiziano Fiorini, del Gruppo Image di Ravenna, che ha realizzato il logo.

Aprendo i lavori, Ragazzi, ha sottolineato come il «Cum che ha promosso e definito il progetto del marchio di territorio, sia un modello sociale ed economico di pregio e di testimonianza di valori, sintetizzato in questo logo che deve durare nel tempo». Interessante la proposta della presidente Paron, «il marchio di territorio è un progetto che è appena iniziato, che noi intendiamo sostenere in quanto valorizza il profilo qualitativo di questo territorio». Ed ha informato che «Nell’ambito del progetto di metropoli di paesaggio, che consente di vedere in modo nuovo le infrastrutture da mettere in rete e in corso di realizzazione, intendiamo inserire anche le Dune di Massenzatica».

Invece Minarelli ha parlato di «un modello di economia innovativo, abbinato a ricerca, formazione e marketing in grado di comunicare un’identità territoriale». Brandolini ha aggiunto che «Abbiamo effettuato ricerche per un territorio importante, e definito la specializzazione per indicare radicchio e zucca come prodotti di valore identitario di questo territorio, per creare un disciplinare. Perché questo è un modo che deve qualificare questo territorio».

Infine Fiorini ha evidenziato che «la ricchezza di contenuti, di valori e di storia sono stati sintetizzati nel logo». —

Piergiorgio Felletti

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