Impianto fanghi da monitorare Nasce un tavolo permanente
Nove i membri equamente suddivisi fra Unione, comitato pubblico e agricoltori Individuate le persone, la raccolta firme sarà inviata a Ministero e Regione
bando. Sviluppi interessanti per la battaglia “No Fanghi” che interessa le comunità residenti a Bando e Portoverrara, fra i Comuni di Argenta e Portomaggiore, in relazione alla realizzazione di un impianto di produzione di fertilizzanti da fanghi di depurazione (gessi dei fanghi provenienti da depuratori civili, dove si trattano le acque reflue urbane e quelle delle industrie agroalimentari), in un’area agricola individuata nella frazione portuense, proprio ai confini con il territorio comunale argentano.
Dopo l’incontro pubblico di due settimane fa in sala consigliare a Portomaggiore, il primo cittadino portuense Nicola Minarelli - anche in qualità di presidente pro tempore dell’Unione Valli e Delizie composta dai due Comuni e da Ostellato - ha subito scritto alle associazioni degli agricoltori ed al Comitato “No Fanghi”, allo scopo di costituire in tempi relativamente brevi un tavolo istituzionale permanente, per affrontare il problema in maniera condivisa.
l’obiettivo
La proposta - che dev’essere accettata da tutte le parti coinvolte - prevede la creazione di un coordinamento che sarebbe composto da nove persone: tre indicate dai Comuni dell’Unione, tre dal Comitato “No Fanghi” (individuati in Marino Mingozzi, Alex Baricordi e Daniela Finetti, persone indicate dalla assemblea pubblica tenutasi in precedenza a Bando) e tre individuate dalle associazioni di categoria degli agricoltori (Cia, Confagricoltura e Coldiretti).
Adesso, il sindaco Minarelli sta attendendo l’indicazione dei nomi mancanti dei soggetti coinvolti.
prossimi passi
Poi, sarà convocata una prima riunione e inviata al Ministero competente e alla Regione Emilia-Romagna le firme raccolte nelle settimane scorse dal Comitato “No Fanghi” e le osservazioni critiche sollevate contro la realizzazione dell’impianto di produzione di Portoverrara.
Ricordiamo che la Regione ha deciso di sottoporre il progetto alla Via (Valutazione di impatto ambientale), per garantire il massimo approfondimento su temi quali viabilità, emissioni e sicurezza. —
Mario Bellini
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