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manager valtellinesi già nel cda 

Caricento a Popsondrio Conti della Fondazione ancora da completare

S.C.
Caricento a Popsondrio Conti della Fondazione ancora da completare

Introiti incerti a fronte dei 34 milioni di dividendi ricevuti E i piccoli azionisti restano nell’incertezza sul concambio

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Dal 2003 all’anno scorso la Cassa di Risparmio di Cento ha distribuito circa 50 milioni di euro in dividendi, dei quali 34 hanno preso la strada della Fondazione. Si tratta di oltre 2 milioni di euro l’anno, compreso l’ultimo esercizio chiuso per la prima volta in rosso. Sarà questo il termine di confronto in mano ai soci centesi per valutare l’operazione di cessione della banca a Popsondrio, che è di fatto partita martedì nell’assemblea di Caricento con la nomina del nuovo Cda a maggioranza valtellinese.

benchmark

Se infatti la legge impone alle Fondazioni di scendere al di sotto del 33% del proprio attivo investito in azioni bancarie ma senza perdite patrimoniali, il confronto tra i dividendi di quindici anni di banca sviluppata senza aumenti di capitale (quindi senza contributi degli azionisti) e gli intoiti della cessione guideranno le valutazioni degli organi della Fondazione. Alcuni punti chiave evidenziati da diversi interventi in assemblea non sono ancora nitidi: in particolare quel «valore convenzionale per azioni Bps pari a 3,41 euro e un valore convenzionale per ciascuna azione Crc pari a 4,774 euro» preso a base per lo scambio di azioni, che sulla base degli attuali valori di Borsa delle azioni valtellinesi è destinato a crollare. Le ripercussioni sugli introiti della Fondazione, che per il meccanismo di funzionamento delle banche popolari (nessun socio oltre l’1%) dovrà mettere in vendita rapidamente gran parte delle azioni ricevute in concambio, sono tutte da valutare.

C’è anche un altro elemento che spiega il nervosismo dei piccoli azionisti, spia del quale è l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori chiesta da Marco Mattarelli e respinto dall’assemblea. Non sono arrivate nemmeno martedì rassicurazioni sulle azioni in mano ai piccoli, che nella delibera di Sondrio del 26 aprile di via libera all’operazione sono destinate «all’acquisto, secondo forme tecniche da definire»: nessuna garanzia sul prezzo, quindi, e nemmeno dell’utilizzo dello stesso rapporto di cambio riconosciuto alla Fondazione, che è 1,4.

orgoglio

Nel ventre dell’assemblea e dello stesso Cda filtrava comunque amarezza per i mancati riconoscimenti da parte della Fondazione dei risultati della banca, definita dalla stessa Sondrio «solida e resiliente»: attività caratteristiche in crescita, pulizia Npl pagata “solo” -1,2 milioni di rosso, indici patrimoniali sopra la media, attività di supporto al territorio, centese e ferrarese, intensificatosi dopo il crac Carife. —

S.C.

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