Cottarelli stronca Palazzo Municipale: bassa l’efficienza di spesa per servizi
Duro report dell’Osservatorio dell’economista A penalizzare Ferrara rifiuti, scuole, viabilità
l’analisi
L’offerta dei servizi comunali di Ferrara è tra le peggiori dell’interno nord Italia e per distacco all’ultimo posto della regione? Il report dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica di Milano, che porta la prestigiosa firma di Carlo Cottarelli, risponde sì a questa domanda, a sorpresa. È infatti proprio l’indicatore di offerta di servizi a trascinare verso il basso Palazzo Municipale nella mappa dei Comuni più efficienti, che lo vede occupare un desolante 38º posto su 52 enti che hanno fornito informazioni sufficienti a entrare in graduatoria. Lontanissime le ultime emiliano-romagnole, nella posizione (23ª Ravenna) e soprattutto nel divario tra indici, dietro Ferrara c’è solo Torino tra i Comuni del centro-nord; al vertice ci sono Pisa, Parma e Padova, in coda Foggia, Brindisi e Napoli. Dal punto di vista della spesa Palazzo Municipale dimostra di saper fare un po’ meglio, piazzandosi a centro classifica, ma è una consolazione piuttosto magra.
la ricerca
Il report dei ricercatori di Cottarelli identifica come efficienza dei Comuni la capacità di conciliare la minore spesa con la massima offerta di servizi, e indaga in particolare la transizione dei bilanci comunali verso quei “fabbisogni standard” che a partire dal 2012 hanno sostituito la spesa storica. I dati sono stati raccolti direttamente dai Comuni, attraverso un lavoro molto lungo e approfondito di distribuzione e compilazione schede, e per questo motivo si riferiscono ai bilanci 2015. L’indicatore di efficienza che ne risulta deriva dalla sottrazione dell’indice di spesa da quello di offerta: se è positivo, indica una migliore efficienza. L’indice di Ferrara è -18,91, con un apporto positivo dell’indice di spesa (-0,18, in sostanza si spende un po’ meno della media) e un indicatore di offerta addirittura a -19,09.
Com’è potuto uscire un dato così negativo? Le grandi funzioni prese in esame sono l’amministrazione, la Polizia locale, l’istruzione pubblica, viabilità e territorio, settore sociale e smaltimento rifiuti: quest’ultima voce vale da sola il 25,87% del totale, ed è basato sulla percentuale di raccolta differenziata, che a Ferrara si è impennata ai tempi della calotte ma non era tra le più scarse nemmeno prima, al netto del peso dei rifiuti assimilati. Gli stessi ricercatori riconoscono «i limiti nel calcolo della quantità offerta» e «l’assenza di considerazioni relative alla qualità»; l’indice di efficienza «quindi deve essere considerato un punto di partenza».
primo commento
Di sicuro il risultato conclusivo ha colto di sorpresa Palazzo Municipale, soprattutto per il distacco dagli altri Comuni della regione. «Ai questionari abbiamo risposto ma non so dare spiegazioni del risultato prima di aver analizzato ogni singola voce - è il primo commento di Luca Vaccari, assessore al Bilancio - Di certo rispetto ai fabbisogni standard siamo partiti indietro, ma in questi ultimi anni i miglioramenti sono stati evidenti». —
Stefano Ciervo
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