La Giunta regionale sospende la fusione tra Ferrara e Ravenna
La Giunta regionale dell’Emilia Romagna, prendendo atto dell’ordinanza del Tar del Lazio dello scorso 15 marzo, che dichiarava rilevante la questione di legittimità costituzionale sollevata in materia di riordino e accorpamenti delle Camere di Commercio, ha deciso di mantenere sospesi i procedimenti di accorpamento fra la Camera di Commercio di Ferrara e quella di Ravenna (oltre a quella dell’Emilia), in attesa che il quadro giuridico di riferimento, anche a seguito della pronuncia della corte Costituzionale, consenta di procedere al completamento dell’iter amministrativo.
La Regione quindi non si assume nessuna responsabilità in merito, visto che si è ancora in attesa di un responso da parte della Consulta, caldeggiato dal Tar, che potrebbe mettere in discussione tutto l’impianto normativo della riforma.
Dall’altro canto c’è anche la consapevolezza della Regione che le due Camere di Commercio abbiano tutti gli elementi in termini di equilibrio economico ed efficacia dell’azione sulle imprese, per poter restare autonome. In merito potrebbe arrivare anche un pronunciamento del Governo.
Questa presa di posizione della Regione, assesta così un altro colpo per interrompere quel processo di accorpamento che era stato ben avviato e doveva essere completato prima del 2018. D’altra parte la volontà politica di accorpare le Camere di Commercio è di fatto venuta meno perché sia le componenti di governo che di opposizione hanno espresso a più riprese perplessità per l’accorpamento camerale. Soddisfazione è stata espressa dalla consigliera regionale del Pd, Marcella Zappaterra. —
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