Profumo (Acri) dice sì a fusioni tra Fondazioni
Anche il nuovo corso dell’Acri, l’associazione delle Fondazioni bancarie italiane, spinge per le fusioni tra gli enti per irrobustire enti provati dalle crisi di molte istituzioni creditizie. Resta insomma viva la speranza della Fondazione Carife di trovare un partner con cui fondersi, per darsi una prospettiva di sopravvivenza dopo la boccata d’ossigeno dell’accordo con Bper per la rata del prestito per l’acquisto della sede. È stato il nuovo presidente Acri, Francesco Profumo, in un’intervista alla Stampa, a confermare in sostanza la linea dell’ex Guzzetti, tracciata dalla prima fusione di qualche mese fa tra gli enti di Cuneo e Bra: «Sì, la strada è questa. La creazione di sinergie tra le fondazione è un luogo di grandissimo interesse - dice il neo presidente - Un consolidamento delle Fondazioni simile a quello piemontese è auspicabile ed è previsto che possa avvenire grazie al protocollo firmato con il Mef».
Dall’autunno scorso, dopo la bocciatura da parte del ministero dell’accordo con Fondazione Roma, Palazzo Crema sta cercando un partner per assicurarsi una prospettiva di continuità, visto che il crac Carife e gli impegni finanziari con Bper e Unife rendono impossibile la sopravvivenza in autonomia. I fondi della stessa Acri possono garantire infatti un minimo di ripresa delle erogazioni per un triennio. —
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