La Nuova Ferrara

Ferrara

politica

Regione, via libera ai tagli per i vitalizi

Il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna
◗
Il Consiglio regionale dell'Emilia Romagna

Viene applicato a tutti lo stesso metodo di calcolo, risparmio di 1 milione di euro in due anni. Tagli più netti per chi cumula più assegni derivanti da incarichi politici

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Via libera in commissione Bilancio alla legge regionale che ricalcola i vitalizi dei consiglieri, in gran parte riducendoli in quanto applica in maniera generalizzata il metodo contributivo. Il provvedimento approderà la prossima settimana in assemblea legislativa per il voto finale.

La norma, che deriva dalla legge di Bilancio statale approvata lo scorso dicembre, consentirà alla Regione di risparmiare nel prossimo biennio circa un milione di euro.

In Emilia-Romagna il vitalizio è stato abrogato nel 2013, in seguito all’approvazione della legge regionale 13 del 2010, quindi si parla degli assegni distribuiti fino alla scorsa legislatura.

Approvato, in commissione, un emendamento presentato dal relatore di maggioranza (Pd): per chi ha cumulato più trattamenti previdenziali, derivanti da diversi incarichi politici, l’assegno subirà una decurtazione maggiore rispetto a chi non ha cumuli.

Approvati altri due emendamenti presentati dal relatore di minoranza (M5s): gli importi degli assegni vitalizi e degli assegni di reversibilità, come derivanti dalla rideterminazione, saranno soggetti a rivalutazione automatica annuale, come previsto dalla normativa nazionale per i trattamenti pensionistici rivolti alla generalità dei lavoratori, mentre per chi non ha ancora maturato il diritto al vitalizio per mancanza del requisito anagrafico, l’età per conseguirlo viene equiparata a quella prevista dalla normativa nazionale per i dipendenti dalle pubbliche amministrazioni, prevedendo che per ogni anno di mandato oltre il quinto, l’età richiesta per il pensionamento sia diminuita di un anno fino al limite di cinque.

È stato accolto anche un quarto emendamento, sottoscritto da entrambi i relatori, per consentire al consigliere con richiesta di rinvio a giudizio di esercitare la facoltà di rinuncia dell’assegno alla fine del procedimento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google